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Misure anticovid

La nuova stagione sta per iniziare ed è per noi fondamentale che tutti gli spettatori possano sentirsi tranquilli nel nostro teatro. Per questo motivo abbiamo messo in atto un vero e proprio protocollo per il contenimento della diffusione del Covid19, seguendo le linee guida dettate dagli enti preposti.

Mascherine:
È obbligatorio indossarle all’ingresso e all’uscita del teatro, in biglietteria, nel foyer, in generale quando ci si muove. Possono essere tolte esclusivamente quando si sta fermi seduti al proprio posto (che sarà opportunamente distanziato da quello degli altri spettatori). Questa regola fa riferimento al documento redatto dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome 20/127//CR7ter-a /Cov19 del 09 luglio 2020, che dispone che gli spettatori debbano “indossare la mascherina dall’ingresso fino al raggiungimento del posto e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso”, norma ribadita dall’ordinanza della Regione Liguria 45/2020 del 13 luglio 2020, dove al punto 5 si stabilisce anche che il numero massimo degli spettatori è determinato in base alla capienza della struttura, nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Disinfettante:
In teatro sono previste diverse postazioni munite di liquido disinfettante, che vi invitiamo ad utilizzare.

Poiché la situazione è in continua evoluzione, saremo pronti ad aggiornare queste semplici regole nei modi più opportuni per garantire la sicurezza di spettatori, artisti e staff del teatro.
Grazie per la collaborazione.

Scarica il modulo di prevenzione covid da consegnare in teatro la sera stessa dello spettacolo!

Modulo di prevenzione Covid-19 (36 download)

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I nostri biglietti

  • Un Max Pisu "Multiforme" affronta e smaschera la quotidinità , alternando fantasia e reale vissuto in una chiave, come al solito, surreale e divertente. Tanti temi toccati. tra questi, il rapporto genitori-figli. E poi loro , i bambini, , che crescono in quell'incrocio pericoloso tra scuola, amicizie "ad alto rischio" e problemi adolescenziali, conditi da tatuaggi, piercing creste di gel e fidanzatini..... a vita bassa   Ci si riconosce, i ragazzi come gli adulti. Non mancherà l'inseparabile Tarcisio che tra le innumerevoli peripezie quotidiane, ci racconta nuove avventure: la sua squadra di calcio che fa di tutto per per iscriversi e partecipare alla Clericus Cup, campionato mondiale di calcio riservato a seminaristi e chierici;il suo primo viaggio in aereo;l'ennesimo pellegrinaggioin compagnia dei travolgenti personaggi della parrocchia..... vi lasciamo immaginare !   insomma , ora e sempre... minchia che ridere !
  • Andrea Carlini in Cervello in fuga Un viaggio esilarante tra matrimonio, figli, lavoro, televisione, ricchezza e povertà in un susseguirsi di personaggi e monologhi. I vizi, le debolezze e le paure di un uomo a metà tra i trenta e i quaranta chiamato ad affrontare le sfide dei giorni nostri: troppo vecchio per essere giovane e troppo giovane per essere già un nostalgico. Andrea Carlini, comico della scuola genovese, nato e cresciuto artisticamente tra Zelig e Colorado, si mette a nudo sul palcoscenico, restando rigorosamente vestito. Per fortuna.
  • È il 1960. Betty Boop e Koko il Clown, un tempo stelle del cinema d'animazione durante gli anni '30, si trovano rinchiusi all'interno dello studio del loro creatore Max Fleischer da oltre un ventennio sopra ad una scrivania, con tanto di calamaio d'inchiostro, gomma da cancellare e barattolo di pennelli il tutto a loro misura. I due sono stati letteralmente “scaricati” dagli Studios cinematografici della Paramount dopo il crescente declino dei loro cartoni animati, impoveriti a causa della censura sopravvenuta tramite il Codice Hays nel 1934. Koko il Clown cerca di annegare i propri fallimenti nella droga, un problema che lo ha già allontanato da tempo dagli schermi cinematografici, non abbandonando comunque l’idea riappropriarsi del successo a qualunque costo.
  • Si può ridere della propria dipendenza? Si può ridicolizzare un problema fino a farlo diventare quasi innocuo? Daniele Raco, comico, ad un certo punto incappa nel gioco d'azzardo che presto diventa patologico. Anni di oblio e poi la rinascita e quindi il desiderio di parlarne ma a modo suo, da comico. Come un novello Ulisse che dopo un viaggio allucinante torna nella sua Itaca, Daniele racconta il viaggio e il ritorno dal baratro dell'azzardopatia. Si ride sempre e nonostante tutto.
  • Parlare di me in terza persona? Solo se le altre due sono d’accordo. Nasce nel 1972 per sua stessa ammissione, ma avrebbe potuto nascere prima. Se gli si chiede il perché di tale data, ha aspettato che l'umanità fosse pronta. Pugliese per vocazione, esportatore di condizionali come vorrei, verrei, non ha mai risolto il cubo di Rubik. Un tipo schivo, le uniche parole che gli rivolgono sono: “permesso” e “ah scusa, pensavo fossi un'altro”. Si mantiene scrivendo, uno degli effetti collaterali della labirintite. Umorista ricercato, da una serie di creditori. Supereroe in cassa integrazione sta aspettando di essere reintegrato. Attualmente vive sotto la soglia di povertà, ma anche lei lo sta sfrattando. Vive a Bergamo sotto mentite spoglie, che prima o poi si rivestiranno. Soffre di insonnia da una decina d'anni. Il suo sogno è riuscire a farne uno. Uno dei suoi più grandi desideri è andare in Thailandia, il suo avvocato ha detto alla giuria di non tenere conto di questa sua ultima dichiarazione. Quando gli hanno chiesto di tagliare i ponti col passato l'unica sua obiezione è stata: “e che cazzo di forbici mi date?” Si appassiona facilmente, difficilmente ricambiato. Nel tempo libero gioca a pallone, perlomeno questo è quello che gli fanno credere i compagni. Suda alla spina. Avrebbe potuto essere un campione di scacchi, poi purtroppo il menisco… E' spesso criticato per le sue scelte alimentari, del resto essere cannibali è ancora malvisto. Dicono di lui una svariata varietà di improperi. Se il talento avesse un'indirizzo sarebbe ai suoi antipodi, ma se gli si dice una frase del genere, abbozzerà un sorriso, semplicemente perché non sa il significato di antipodi. Dotato di un enorme autostima completamente mal riposta. Vive ai margini della realtà, ma prima o poi ci entrerà. Sta aspettando di vincere alla lotteria e mandare tutti quanti a farsi fottere. Peccato non compri mai un biglietto. A tal proposito dice: altrimenti che fortuna sarebbe?
  • EVA   Eva è il titolo che abbiamo voluto dare al nostro racconto. Eva, la prima donna, una sorta di dea?, che inizia il suo percorso di consapevolezza nel paradiso terrestre e, mangiando la mela dell’albero della conoscenza, si spinge ben oltre l’eden. Eva, tratta dalla costola di Adamo, osso che ricorda una semiluna, archetipo della luna, la mente individuale, esperimento consapevole. Eva, fatta a sua volta di polvere di cielo, abitando una specie di spazio meraviglioso o terra di nessuno, si scopre, si sperimenta, racconta ed omette. E il racconto del diaro di Eva di Mark Twain, così leggero, attuale, ironico e primitivo che ci ha spinto a questo. Mariella Spera
  • The Legend Zeppelin, tribut band professionale, presenta uno spettacolo con video mapping prodotti a Cinecittà, riproducibile preferibilmente su maxi schermo (Whola  Lotta Love ) eseguita dalla Band Da oggi, dopo una lunga ricerca il gruppo, presenta una voce maschile molto simile  all'originale. Lo show che ha da quest'anno, visibilità nei vari Teatri italiani e ripropone i più grandi classici dei Led Zeppelin con video a tema per ogni brano; siamo stati. Ospiti alla FIM di Milano 2018 come progetto innovativo Musicale, Vedi video No Quarter 2018 all'interno del Prestigioso Auditorium  Testori Piazza città di Lombardia Milano
  • Dopo “Lasagna Meccanica” e “La Versione di Lasagna”, già presentati al Sipario Strappato Muvita, Stefano Lasagna porta sulle scene il suo nuovo spettacolo stand-up “L.A. Sagna Confidential”, che come al solito spazia tra i vizi, le manie, le assurdità e le non-troppo-lucide follie che permeano le nostre vite e le nostre azioni. Dall’amore (quasi mai corrisposto, senza una contropartita alimentare) forse un po’ tossico per i cani alle ultime frontiere della chirurgia estetica, dagli elettrodomestici “mai più senza” al bricolage come tentativo di sopravvivenza, da una classica giornata tipo ai mille modi per indebitarsi fino al collo, passando per supermercati, improbabili luna park, cibi vegani, unghie laccate. Con un occhio un po’ nostalgico al passato “del quale sempre più fa parte” e uno un po’ critico al futuro prossimo venturo, Stefano riesce sempre a dipingere normali situazioni quotidiane, trovando però in ognuna di esse un motivo per ridacchiare, ridere, sorridere e talvolta disperarsi leggermente. L’augurio finale, che sarebbe il miglior attestato di stima per l’autore e protagonista di “L.A. Sagna Confidential”, è quello di riuscire a non farvi mai più vedere le cose di tutti i giorni con gli stessi occhi.
  • I SOLITI MOSTRI

    con Enzo Paci e Romina Uguzzoni di Enzo Paci, Matteo Monforte. Musiche di Pippo Lamberti. Scene di G. Rigalza

    Il nuovo spettacolo di Enzo Paci. Passadore e nuovi personaggi, maschere impietose e proprio per questo esilaranti, una carrellata sui nostri vizi, debolezze e paure. Perché “i soliti mostri”, in fondo, siamo un po’ tutti noi!

  • Lo sapete che i Kuuk Thaayorre non hanno parole per distinguere destra e sinistra? Che i Piraha non ne hanno per i numeri? Che i finlandesi nella loro lingua non marcano il genere ma hanno un termine per la distanza che una renna può percorrere senza fermarsi? Che non è vero che gli eschimesi hanno infiniti sinonimi per “neve”, ma che la propensione al risparmio dei cinesi dipende forse un po’ anche dalla loro lingua, dato che il tempo verbale del futuro non è grammaticalmente distinto dal presente? E poi: dove ci porteranno gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, della Linguistica Computazionale e della sempre maggiore diffusione di chatbot e assistenti vocali? E cosa sappiamo delle ultime scoperte della neurolinguistica? Al momento, gli studiosi concordano nel dire che le più innovative tecnologie dei più esperti programmatori, ingegneri e linguisti, riunite insieme, ancora per molto non riusciranno a eguagliare la potenza del miracolo che accade nel cervello di un bimbo quando impara la lingua madre, ben prima di andare a scuola. Niente è più umano del linguaggio: nasciamo con una disposizione naturale a parlare, così come il volo per gli uccelli: “In-fante”, “In-fans”, è colui che non parla. Perché la lingua è ciò che usiamo per comunicare, scrivere, raccontare il mondo; ma è anche una finestra sui nostri meccanismi cerebrali e le curiosità più divertenti degli idiomi del mondo, un monologo nello stile di altri spettacoli di Antonello Taurino: argomenti serissimi trattati in modo comicissimo. Qui è l’esilarante confessione di un docente di lingue antiche alle prese con la svolta lavorativa più destabilizzante della sua carriera: la possibilità di traferirsi in un’azienda hitech della Silicon Valley.
  • Dopo “A Mandolin Journey”, viaggio attraverso i continenti, il celebre mandolinista savonese torna a viaggiare, questa volta lungo la tradizione italiana alla riscoperta della colonna sonora del nostro paese. Filo conduttore il mandolino che, nella chiave moderna ed eclettica di Aonzo, con il suo personalissimo stile, rende la rilettura di questo repertorio attuale e sorprendente. Attraversando l'intera penisola, Mandolitaly interpreta le pagine musicali simbolo della tradizione del Bel Paese nel mondo e colonna sonora di intere generazioni di italiani. Gli arrangiamenti del Trio creano nuove suggestioni, esaltando l'espressività dello strumento italiano per eccellenza, con inedite armonie in bilico tra passato e presente. Da Calace a Modugno, passando attraverso le regioni italiane e la loro migliore tradizione canzonettistica, il mandolino di Aonzo spariglia le carte e getta una luce nuova sulla nostra memoria musicale: dalle internazionali Arrivederci Roma e Roma nun fa la stupida stasera ai grandi padri storici del mandolino come Carlo Munier, con un tuffo nel repertorio classico, il tutto come sempre rivisitato negli arrangiamenti, che prediligono la contaminazione tra diversi stili, caratteristica del Trio. Musicista colto e fuori dagli schemi, Carlo Aonzo ha riversato su questo strumento l’arte barocca della meraviglia: quell'abilità di mettere lo spettatore di fronte alla magia di cui è capace l’arte uscendo dall’usuale e dal consueto per affondare semplicemente nel vasto e poliedrico mondo della creatività, che non ha e non vuole avere limiti. E così l’arrangiamento di Nel blu dipinto di blu (Volare), che abbiamo ascoltato nella nostra vita in tutte le versioni possibili e immaginabili, si lascia contaminare dal blues, dalla reggae music e dai ritmi sud-americani. E John Coltrane viene, viceversa, immaginato a tarantellare fra le vie di Napoli.
  • Un viaggio teatrale che si immerge nella poesia dei poeti liguri del ‘900 (Montale, Caproni, Sbarbaro, Barile), accompagnato dalle canzoni, eseguite dal vivo, dei piu importanti cantautori della scuola genovese (Fossati, Tenco, Lauzi, Paoli, Manfredi, De André, Otto), che rapiscono l'ascoltatore in un flusso armonico di poesia e canzoni. Uno spettacolo che evidenzia il carattere apparentemente aspro della gente di Liguria, ma dal cuore grande, in questa terra di infinita bellezza, chiusa tra mari e monti, luogo di profonda ispirazione per molti artisti. Il percorso poetico, per la regia di e di Lazzaro Calcagno, è evocato dagli attori Antonio Carlucci, Sara Damonte, Antonella Margapoti e Manuela Salviati, che faranno vivere le atmosfere narrate nei testi delle poesie, e dai musicisti Matteo Troilo (chitarra e voce), Federica Calcagno (Violino) ed Enrico Bovone (percussioni)