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Il teatro è vita

Un tentativo di rieducazione al bello, per riconoscerlo e per difenderlo. Riappropriandoci della memoria facendone storia per viverla, senza paura di esporsi, nella realtà.

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“Nasce un movimento culturale, una Quarta Parete che si fa patrimonio di tutti, attraverso un sipario strappato.”

Prossimi Spettacoli

Di seguito puoi trovare il calendario e tutte le informazione sui nostri prossimi spettacoli

Sergio Sgrilli mette a disposizione del suo recital oltre 30 anni di palco, in giro per l’Italia. Il pubblico diventa parte integrante della scelta di cosa mettere in scena. Si ride, si pensa, ci si confronta e a volte si canta perché la chitarra, sua instancabile compagna di viaggio, e’ immancabile! Atmosfere teatrali si fondono con il puro cabaret e nella musica in una serata da non perdere!

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Interpretato da Mario Spallino e Matteo Palazzo, con la regia e drammaturgia di Patrizia Pasqui, lo spettacolo – selezionato all’interno della XIV edizione di Tramedautore, Festival internazionale della nuova drammaturgia – è una critica ragionata e al contempo ironica della guerra. Stupidorisiko – Una geografia di guerra racconta in forma semplice e chiara alcuni aspetti e avvenimenti della guerra e della sua tragicità, spesso dimenticati o ignorati, dando voce alle vittime e mostrando la guerra in tutta la sua stupidità.

Partendo dalla Prima Guerra Mondiale e passando per la tragedia della Seconda, il racconto arriva fino alle guerre dei giorni nostri. In 75 minuti si susseguono in modo cronologico episodi storicamente documentati e rappresentativi della guerra, intervallati dalla storia di un bizzarro marine, che parla toscano e che rappresenta il soldato di oggi.

Nato dall’idea di diffondere e promuovere i valori della pace e della tolleranza, lo spettacolo denuncia l’inutilità e il dramma della guerra in ogni sua forma, diventando strumento di divulgazione e valorizzazione del lavoro che EMERGENCY compie da più di 25 anni.

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Fernando Zimotti in arte Nando Timoteo nasce a Cagnago Varano (Foggia)

il 16 Febbraio 1972.

Nei primi anni’90, inizia la sua gavetta sui piccoli palchi dei villaggi turistici, come animatore e capo villaggio. Il pubblico gradisce subito i suoi primi personaggi e la sua disinvoltura nel coinvolgimento dello stesso.

La sua veste di cabarettista nasce e si consolida alla “Corte dei Miracoli” di Milano per tutta la stagione del  1996 e nel contempo studia alla Scuola di Teatro Acting Center diretta da Richard Gordon, insegnante all’Actor Studio.

Si esibisce con successo in vari locali del Sud Italia e viene chiamato per l’ideazione e la conduzione di un programma radiofonico “Effetti collaterali, leggere le istruzioni prima dell’uso” trasmessa da Radio Jung in Carini (PA).

Cresce la sua popolarità e da ospite di emittenti televisive locali, debutta nel 2000 come comico nel programma “Lista d’Attesa”in onda su Telenova a diffusione nazionale.

Continua ad esibirsi in locali anche al nord e partecipa a vari laboratori di Cabaret : Zelig, Colorado Café, CaffèTeatro.

E’ stato uno dei protagonisti, nonché autore, della sit-com “Tisana Bum Bum” andato in onda su Rai2.

Nel 2003 partecipa al Festival Nazionale del Cabaret a Torino, arriva 3° classificato e vince il Premio del Pubblico.

Iniziano i riconoscimenti.

2004:

  • 1’ premio Festival del cabaret di Modena.

1° premio a Nando Timoteo che si è aggiudicato anche il premio della critica, conferito dal mensile Carnet, premio Radio 2 e quindi il diritto di rappresentare il festival modenese alle rassegne di Grottamare ed Alba Adriatica.

  • Cagliari“PremioCrepapelle”VIIEdizione.

Tra tutti è prevalso sia per simpatia che per bravura Nando Timoteo.

La giuria l’ha giudicato “il migliore” delle due serate, mentre il pubblico cagliaritano l’ha voluto premiare per le risate con il premio speciale “Suscracalliu”.

Grazie alla vittoria ottiene il diritto a partecipare al “Bravo Grazie” presso il Casinò de la Vallée di Saint Vincent.

  • San Giorgio a Cremano “Premio TROISI” IX Edizione.

Ritenuto il più bravo sia dalla giuria popolare che dalla giuria tecnica, presieduta dall’attore comico Carlo Bucirosso.

Nando Timoteo si è conquistato il prestigioso Premio Troisi sul palcoscenico dell’Arena Raffaele Viviani di Villa Bruno, nella serata condotta da Federica Panicucci.

CINEMA / TELEVISIONE / RADIO / TEATRO.

Nel 2005 fa parte del cast fisso della trasmissione televisiva “COLORADO CAFE’LIVE” in onda su Italia 1.

Nel 2005 è chiamato da Diego Abatantuono per un suo film “ECCEZZIUNALE VERAMENTE CAPITOLO SECONDO…ME”

Nel 2006 fa parte del cast fisso della trasmissione televisiva “COLORADO CAFE’LIVE” in onda su Italia 1.

Nel 2007 sempre con Abatantuono partecipa a “2061 UN ANNO ECCEZIONALE”

Nel 2008 fa parte del cast di Zelig Off

Nello stesso anno esce il suo libro “Mogli e buoi…meglio i buoi” che da il titolo al nuovo spettacolo.

Nel 2009 insieme a Savi e Montieri nel programma radiofonico “Buone Nuove” tutte le mattine su Radio Italia.

Nel 2010 Central Station su Comedy Central (Sky)

Nel 2011 Risollevante Tour su Comedy Central (Sky)

Nota singolare , nello stesso anno il Blog di Beppe Grillo (tra i dieci più visti al mondo) pubblica tre video di satira di Nando Timoteo sul suo sito e lo coinvolge in due spettacoli con lo stesso.

Arriva sempre nel 2011 la prima trasmissione firmata infatti è capo progetto del programma “Big” in onda su  7Gold

Nel 2012 Risollevante tour su Comedy Central (Sky)

Nel 2012 e 2013 torna nel cast di Colorado (Italia 1)

A Gennaio 2013 debutta con un nuovo spettacolo con i “DoDiVino Band” (Band di 6 elementi) dove ripercorre i suoi classici con l’innesto di nuove creazioni

Nel 2014 crea il nuovo stile one-linear “Formaldeide” (una serie di battute slegate senza un filo conduttore)

che darà il titolo allo spettacolo nuovo.

Fa parte del cast fisso dell’edizione 2015 di Colorado.

Da Marzo 2016 conduttore radiofonico per Radio Zelig del programma “Formaldeide”

Fa parte del cast fisso dell’edizione 2016 di Colorado.

Fa parte del cast fisso dell’edizione 2017 di Colorado.

Nel 2018 crea un nuovo format “Late Show with Nando Timoteo”

Un’intervista non convenzionale ai comici (amici e colleghi) in 10 rubriche.

Tutto ciò di cui non si può parlare in pubblico, in pubblico.

Nel 2019 debutta col nuovo spettacolo “My Life” storie di amore, figli, matrimonio e altre disgrazie.

Nel 2020 crea il format “TWO MINUTES LAME” per il web (riassunto dei fatti salienti della settimana in 2 soli minuti)

Battute che sono passate più volte a Striscia la Notizia nella rubrica: “Che Satira Tira”?

EDITORIA

2008 LIBRO  “Mogli e Buoi… Meglio i Buoi”  Utopia Edizioni

2012 LIBRO  “Comicannuario 2012”   Sagoma Editore

2012 LIBRO “16 Mesi al 2012”   Sagoma Editore

2019 “Laugh, don’t Crai” Rubrica settimanale sul giornalino distribuito nei supermercati a marchio CRAI

2020 “Laugh, don’t Crai” Rubrica settimanale sul giornalino distribuito nei supermercati a marchio CRAI

DIREZIONE ARTISTICA

Dal 2012  per il Tour Operator BESTAR (per la parte comica) ancora in essere.

Dal 2012 La Base di Vaprio d’Adda (tutti i giovedì da Settembre a Giugno) ancora in essere.

Nel 2017 Gallarate Summer Festival

Nando Timoteo

si presenta come un attore comico puro il suo è un humour sottile ed intelligente privo di volgarità.

Un artista poliedrico che cattura l’attenzione del pubblico e la sostiene ad un livello alto di qualità e divertimento.

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Come reagireste se il vostro lui o la vostra lei vi proponessero di trasformare la relazione in una coppia aperta? Domanda difficile a cui rispondere con sincerita’…

I protagonisti di questa frizzante commedia, forse la piu’ riuscita di Dario Fo e Franca Rame, si trovano alle prese con un matrimonio in crisi e ovviamente hanno ricette molto diverse per cercare di superare le loro incomprensioni. Dialoghi serrati, colpi di scena, ipocrisie borghesi da smascherare, bugie da difendere strenuamente, sono solo alcuni degli ingredienti che caratterizzano questa commedia. Un testo  arrivato alle soglie dei quarant’anni (prima rappresentazione  1983), eppure ancora attualissimo nella sua tematica principale: la relazione di coppia e la parita’ tra donna e uomo. Infatti, ancora oggi, poco sembra essere cambiato. Si finge una parità, una normalità, ma le conquiste delle donne e il rapporto con l’altro sono sempre al limite. Infatti la “coppia aperta” è in realtà un’invenzione del marito della nostra protagonista, per giustificare le sue infedeltà di immaturo vanaglorioso Don Giovanni, (con comico strazio della moglie ridotta a maldestri tentativi di suicidio). Ovviamente tutto va bene, o quasi, se di questa libertà ne fruisce il maschio, ma cosa succede quando anche la donna, superate le iniziali ritrosie, decide di prendersi la sua parte di libertà trovandosi un altro: bello, intelligente, docente universitario, ricercatore nucleare, e per di piu’ innamorato di lei?

Per scoprirlo non vi resta altro che venire a teatro… con lui, lei o l’altro/a!

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produzione Teatro della Cooperativa
SONO BRAVO CON LA LINGUA
Una storia di fonemi, idiomi, linguistica e computer
di e con Antonello Taurino
scritto con Carlo Turati
suono e luci Ornella Banfi, Ivan Garrisi
primo spettatore Annamaria Testa
durata spettacolo 75 minuti
video https://www.youtube.com/watch?v=ElByIZOVP9Y&feature=youtu.be
Michelangelo chiese al suo Mosè, tant’era perfetto: “Perché non parli?”.
Ma non bastava un movimento del piede? Doveva pure parlare?
Lo sapete che i Kuuk Thaayorre non hanno parole per
distinguere destra e sinistra? Che i Piraha non ne hanno
per i numeri? Che i finlandesi nella loro lingua non
marcano il genere ma hanno un termine per la distanza
che una renna può percorrere senza fermarsi? Che non è
vero che gli eschimesi hanno infiniti sinonimi per “neve”,
ma che la propensione al risparmio dei cinesi dipende
forse un po’ anche dalla loro lingua, dato che il tempo
verbale del futuro non è grammaticalmente distinto dal
presente? E poi: dove ci porteranno gli sviluppi
dell’intelligenza artificiale, della Linguistica
Computazionale e della sempre maggiore diffusione di
chatbot e assistenti vocali? E cosa sappiamo delle ultime
scoperte della neurolinguistica?
Al momento, gli studiosi concordano nel dire che le più
innovative tecnologie dei più esperti programmatori,
ingegneri e linguisti, riunite insieme, ancora per molto
non riusciranno a eguagliare la potenza del miracolo che
accade nel cervello di un bimbo quando impara la lingua
madre, ben prima di andare a scuola. Niente è più umano del linguaggio: nasciamo con una
disposizione naturale a parlare, così come il volo per gli uccelli: “In-fante”, “In-fans”, è colui che
non parla. Perché la lingua è ciò che usiamo per comunicare, scrivere, raccontare il mondo; ma è
anche una finestra sui nostri meccanismi cerebrali e le curiosità più divertenti degli idiomi del
mondo, un monologo nello stile di altri spettacoli di Antonello Taurino: argomenti serissimi trattati
in modo comicissimo. Qui è l’esilarante confessione di un docente di lingue antiche alle prese con
la svolta lavorativa più destabilizzante della sua carriera: la possibilità di traferirsi in un’azienda hitech della Silicon Valley.

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Nel 2020, anno delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Gianni Rodari, è nata l’esigenza di dedicare al didatta – prima ancora che all’autore – uno spettacolo di teatro musicale intitolato

ANNI DA RIGIRO – Omaggio a Gianni Rodari

ANNI DA RIGIRO (anagramma di Gianni Rodari) è un grande gioco per grandi e piccini in cui la parola si compone, si dissolve per ricomporsi nuovamente in forme e modi differenti.

I protagonisti dei racconti di Rodari prendono vita, declinati all’oggi, in quadri narrati e cantati brillantemente da un cast di giovani interpreti.

Regia collettiva.

MUSICHE ORIGINALI

DARIO B. CARUSO

INTERPRETI

AMEDEO ARZARELLO, MARTINA BIALE, AGNESE BOSETTI, PAOLO BRISA, ALICE GABRIELLI, ADELIA GARBARINO, VALERIO GIARDINI, ANDREA MARENCO, MAURO RABELLINO, CARLO RAPETTO, SIMONE REBURDO, DAVIDE SANTINELLI, ELENA SCASSO, KELLY SCHROTER, MICHELA VASSALLO

MUSICA DAL VIVO

DIEGO BELTRAME, MARCO PIZZORNO, DARIO B. CARUSO

SCENE & COSTUMI

IVANA ROSSI, SANTINA SCASSO, DONATELLA VIOLETTA

TECNICI AUDIO E LUCI

ANTONELLA CIRIO, MASSIMO FRECCERO

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di Lazzaro Calcagno

Con Maria Cerminara , Fiorella Colombo, Sara Damonte

Regia di Lazzaro Calcagno

Costumi Franca Quintieri

Foto SiparioStrappatoCommunication – Fernanda Bareggi

Produzione del Teatro Il Sipario Strappato

 

 

TEMI TRATTATI:

  • EDUCAZIONE ALIMENTARE
  • I FRUTTI DI STAGIONE
  • AVERE CURA DI SE STESSI E AVERE CURA DELL’AMBIENTE

In una fattoria vivono tre amici: la gatta gialla, il cane blu e la gallinella rossa. Svelano ai bambini i 3 segretissimi segreti della Fattoria Arcobaleno, che insegnano a nutrirsi bene e in modo vario. Come? Con l’aiuto del canto e dei colori. Un cibo colorato per prendersi cura di sé. Se ci prendiamo cura di noi stessi anche l’ambiente in cui viviamo cambia, quindi: prendersi cura di sé per prendersi cura dell’Ambiente!

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Con “Perché anche io sono una donna!” raccontiamo, per farle conoscere, storie di donne a volte dimenticate e spesso sconosciute. Dimostrando che il cosiddetto “sesso debole” in realtà non esiste. La tecnica narrativa, è semplice ed emozionante, con un linguaggio che arriva dritto allo scopo…le storie sono raccontate come se si fosse insieme a un gruppo di vecchi amici. E a raccontarle, aggiungendo valore, è una donna.

“Perché anche io sono una donna!”

Testo e regia Lazzaro Calcagno

Con Sara Damonte

Percussioni Enrico Bovone

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“Genova di notte”   sinossi

(MONOLOGO MUSICALE BRILLANTE)

Primi anni ’60. La scuola dei cantautori genovesi nasce, ma rischia di morire subito a causa di un processo con l’accusa di assassinio. Un’accusa gravissima: cinque ragazzi hanno messo nel mortaio jazz, rock, chansonnier e basilico dando vita alla canzone d’autore, sì, ma uccidendo la canzonetta.

Nella fantasiosa “Genova di notte” la verve comica e la penna di Carlo Denei mescolata con la chitarra, la fantasia e l’avvolgente voce di Enrico Lisei.

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Teatro dell’Ortica
IL NOME POTETE METTERLO VOI
di Mauro Monni
con Alessia Magrì
regia Mirco Bonomi

Spettacolo scritto dall’attore-autore toscano Mauro Monni e diretto da Mirco Bonomi, con la giovane attrice Alessia Magrì.
Un uomo scrive e un altro dirige una giovane donna.
Ma come possono pensare e raccontare l’intimità di una donna?
Da qui nasce un lavoro che partendo da un testo incentrato sulle vicende di una bibliotecaria, racconta le donne attraverso i grandi libri, ma poi…
C’è un poi. Dalla letteratura si passa ai fatti: l’incontro con l’amore con la A maiuscola, che presto si rivela un inganno, fino alle estreme conseguenze. Da qui il titolo, emblematico di un problema che è collettivo e sociale.
Il lavoro di regia è diventato un continuo confronto fra maschile e femminile da un lato e diverse generazioni dall’altro.
A novembre la prima, che avverrà in 30 città diverse, con 30 attrici diverse.

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Uno spettacolo del Teatro dell’Argine

con Andrea Santonastaso

di Christian Poli
inserti drammaturgici Nicola Bonazzi

scena Nicola Bruschi
disegni Andrea Santonastaso
videomapping Francesco Massari

aiuto regia Mattia De Luca
regia Nicola Bonazzi

foto di Davide Saccà

Lo spettacolo

Di Sandro Pertini restano indimenticabili alcune immagini, consegnate alla memoria di ciascuno da spezzoni televisivi. Sono immagini che hanno scandito alcuni degli avvenimenti della storia recente italiana (per esempio la vittoria dei Mondiali di calcio nel 1982 o la strage alla stazione di Bologna). In quegli avvenimenti Pertini c’era, naturalmente nel suo ruolo istituzionale. Ma c’era anche con la sua carica di umanità, con la sua storia che veniva da lontano, dalla guerra partigiana e dalla prigionia sotto il fascismo. Era una figura che gli italiani sentivano vicina; divenne una sorta di “nonno” per i bambini e di icona pop: gli vennero dedicati fumetti e canzoni (chi non ricorda il “partigiano come presidente” di una nota canzone di Toto Cutugno?). Nella sua figura, come mai prima di allora e come mai sarebbe successo dopo, un’intera nazione si riconosceva e riconosceva i valori “puliti” della politica, o ciò che la politica dovrebbe rappresentare nella sua accezione più alta: solidarietà, vicinanza, attenzione alle persone. Raccontare la storia di Pertini può avere senso dunque non solo perché ci consente di ripercorrere la storia di un “italiano” che attraversa il Novecento e le sue tragedie, con piglio sempre energico e picaresco; ma può averlo soprattutto per fare il punto su noi stessi, su ciò che eravamo e su ciò che siamo diventati; sull’idea che possa esistere una politica in grado di segnare la linea di un’etica civile e solidale, e farsi guida di una società, se non pacificata, capace almeno di dialogare al proprio interno per ritrovare le ragioni di una convivenza più conciliante e aperta. Con questo spettacolo Bonazzi, Poli e Santonastaso, dopo il grande successo di Mi chiamo Andrea, faccio fumetti dedicato ad Andrea Pazienza, tornano a raccontare una biografia esemplare a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, nella convinzione che in quei due decenni abbiano germinato pensieri e situazioni con cui ora più che mai occorre confrontarsi.

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di Fiorella Colombo e Laura di Biase

con Maria Cerminara, Fiorella Colombo, Sara Damonte

Regia di Lazzaro Calcagno

Costumi e scenografie a cura di Recitarcantando

Produzione del Teatro Il Sipario Strappato

Un cantastorie, un giocattolo parlante, una bambina ed un pupazzo in scena animeranno il classico racconto natalizio di tutti i tempi, ispirato alla storia Schiaccianoci e il re dei topi  di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e narrato attraverso le musiche del famoso balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Clara riceve per regalo una bambola, la sua ultima bambola, ma nello stesso tempo non può ancora stare sveglia per il ballo della serata, in quanto non ancora donna, ma non più bambina: né carne e né pesce! Da qui comincia il suo viaggio iniziatico verso la temuta età adulta, con la benedizione dello zio Drossy, un po’ adulto e un po’ stregone, che le donerà l’oggetto magico: un principe schiaccianoci.

Tra un turbinio di musica, racconti e canti, con lei partiremo, per arrivare tutti insieme, al traguardo finale: e vissero felici e contenti!

Noi siamo tutti qui per te, sarai regina e sarai re

in questo magico Natal con noi potrai giocar!

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Un futuro non distante. Otto e Nove sono i giovani sopravvissuti ad una catastrofe globale. Le
loro riserve di cibo e di acqua si stanno esaurendo. La Terra è un’ immensa brughiera arida e
desolata senza colori, senza frutti, senza vita.
E’ regola dei superstiti non usare i loro nomi, ma chiamarsi per numero. Il passato va evocato
il meno possibile così come ogni riferimento alle loro identità e alle vite che avevano prima
del disastro. In questo “dopo” fatto di nulla e di strenua resistenza ogni forma di ego è
sacrificata per un fine più alto: collaborare per sopravvivere.
Otto ha appena seppellito Dieci, un uomo con il quale hanno condiviso gli ultimi sei anni nel
tentativo disperato di restare vivi. Quando torna da Nove, ha con se gli scarponi di Dieci è un
foglio trovato accanto al suo corpo esangue.
Il foglio contiene le ultime volontà di Dieci che, ormai anziano e stanco, si è tolto la vita perché
loro, giovani, potessero continuare a vivere. Gli lascia il proprio corpo, le sue razioni di cibo e
di acqua e i pochi oggetti personali che teneva gelosamente dentro una logora scatola.
Otto e Nove aprono la scatola e si dividono il contenuto. Otto prende gli scarponi e un vecchio
orologio da polso e Nove un coltello e due quaderni rilegati a diario.
Il sacrificio di Dieci e il suo diario, sconvolgono la routine di Otto e di Nove.
Dalla lettura delle pagine del diario affiorano frammenti della vita di un tempo e attraverso i
ricordi e le considerazioni di Dieci, i due sopravvissuti tradiscono alla regola di nessuna
evocazione del passato iniziando a parlare di sé stessi: dicono il loro nome, da dove vengono, e
come fosse la loro vita prima che tutto morisse. Ora non sono più Otto e Nove, ma “individui”
con una storia da raccontare e da condividere.
Durante questo percorso di ristrutturazione delle loro identità, dalle pagine del diario emerge
una scoperta che fa sperare in un futuro di rinascita: Dieci scrive di aver visto a ridosso di un
albero di Faggio, apparentemente senza vita, una muffa o un fungo e che questo starebbe a
significare che la terra si sta rigenerando.
Nove propone di partire e riprendere il cammino verso Nord in cerca di cibo e di un qualche
avamposto di civiltà, ma Otto si rifiuta, convinto che altrove troverebbero la stessa
desolazione e che le parole di Dieci altro non sono che i vaneggiamenti di un vecchio
disperato.
Continuano a discutere convinti ognuno di avere ragione. Il principio del “ collaborare per
sopravvivere” inizia a vacillare. Fino a quando una mattina Otto scopre un germoglio tra le
zolle aride del terreno. In un paesaggio grigio e sterile il verde del ermoglio sfavilla come un
raggio di sole.
Una gioia euforica li pervade e i due superstiti iniziano a fantasticare su un nuovo inizio e un
ritorno alla vita.
Risolto il conflitto sul partire o restare, Otto e Nove si dedicano alla cura del germoglio il cui
valore, ormai, assume il valore delle loro stesse vite.
Presto, quello che sembrava un dono divino, si trasforma nell’oggetto del contendere, dando
vita a una escalation di recriminazioni e comportamenti aggressivi che metteranno Nove e
Otto l’uno contro l’altro in una lotta per il dominio sul germoglio che si spingerà fino
all’uccisione di uno dei due e al tragico finale dell’unico superstite; sopravvissuto, si, ma
condannato ad una solitudine eterna.

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ANOMALIA TEATRO

ANTIGONE – Monologo per donna sola

di e con Debora Benincasa

Regia Amedeo Anfuso

“Potete immaginare la storia della mia famiglia come un mix tra un film d’azione e una soap opera.”

Avremmo voluto proporvi uno spettacolo sui veri eroi. Di quelli che non hanno paura del buio, si lanciano contro i lupi e ti baciano in controluce su immobili tramonti.

Antigone purtroppo è una storia diversa. Una storia che respira dell’attimo prima, quello in cui ancora potresti tornare indietro, posare il pugnale e continuare lungo la vita che ti offrono. È una storia che attraversa le ossa di una ragazzina magra, di un’eroina spettinata che dal centro della tragedia ti guarda sorridendo. Antigone cerca di uscire dalla sua prigione ridendoci contro, abbassandosi per cambiare punto di vista, ironizzando per alleggerire il dramma, per poi lasciarsi trascinare nella poesia, indugiare nel grottesco o nei versi di una canzone. Ma alla fine siamo sempre con lei, proprio lì dove l’avevamo lasciata, con la pistola, il pugnale o la corda in mano.

Con Antigone, che ha i denti del lupo e la rabbia del cacciatore.

Che preferisce lottare. O decide di morire.

Spettacolo selezionato Intransito 2017

Spettacolo selezionato dal Italian Theatre Festival New York

Vincitore del Premio Mauro Rostagno alla migliore drammaturgia

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di Fiorella Colombo e Lazzaro Calcagno

con Fiorella Colombo e Sara Damonte

Regia di Lazzaro Calcagno

Produzione del Teatro Il Sipario Strappato

 

 

La storia di un animaletto piccolo piccolo, il topino Giorgino, che viene scelto per il compito più grande: seguire la stella cometa e andare ad avvisare tutti gli animali della foresta. Ma la mamma gli ha sempre detto di non dare confidenza a nessuno, di non accettare pezzetti di formaggio dagli sconosciuti, di non disturbare gli animali più grossi di lui!  Giorgino ha anche molta paura: nel bosco da solo? Come fare?

Eppure il suo angelo custode gli ha parlato chiaro: devono seguirla tutti! Riuscirà Giorgino in questa impresa più grande di lui?

Una storia magica, come magico è il Natale, basata sulla fiducia nell’altro e sul credere in se stessi.

“E cammino cammino nel bosco, non do retta a chi non conosco

sto lontano dai predatori, mi nascondo se vengono fuori.

A nessuno do confidenza, del formaggio: no grazie! pazienza..

Nelle trappole no non finire, dai pericoli pronto a fuggire.”