Stagione Teatrale 2022/2023

(ottobre – maggio)

TEATRO IL SIPARIO STRAPPATO DI ARENZANO
STAGIONE TEATRALE 2022 – 2023

“Perchè in 30 anni non è esistito un solo tipo di Amore, ma tanti”

brochure stagione 20222023

LA STAGIONE 2022-2023

Tutti gli spettacoli sono programmati per sabato alle ore 21,15 (tranne quelli per bambini, domenica alle 17) presso il teatro Il Sipario Strappato in via Marconi 165, Arenzano.

Il biglietto costa 12 euro, ridotto 10 euro.

Spettacoli per bambini 7 euro.

Sono previsti abbonamenti: quello a 5 spettacoli costa 50 euro, a 10 spettacoli 90 euro, infine a 20 spettacoli 160 euro. Chi sottoscrive l’abbonamento a 10 e 20 spettacoli ha la possibilità di scegliere il posto in sala.

Si inizia il 1 ottobre con il comico Alessandro Bianchi che porta in scena il suo divertentissimo “The Speech” per la regia di Paolo Serra. Lesc Dubrov, presidente della Commissione lavoro ed etica dell’Unione Europea, durante il suo comizio legge un discorso in italiano senza immaginare che il traduttore sottopagato, per vendicarsi, abbia stravolto ogni parola, costringendo il politico a seguirlo in un crescendo surreale di situazioni comiche. “Ci piace – racconta Sara Damonte – l’idea di poter cominciare in allegria questa stagione”.

L’8 ottobre arriva “Menefotto” di e con Rocco Barbaro, brillante autore ed interprete che racconta in tono ironico la sua esperienza di emigrante calabrese alle prese con la stressante realtà milanese, proponendo un cabaret acuto con risvolti satirici, decisamente coinvolgente. “Riavere Rocco Barbaro con noi – commenta Damonte – è un tuffo nella nostra storia. Ci riempie di orgoglio perché è un attore presente al Sipario Strappato dalle prime nostre stagioni”.

Il 15 ottobre appuntamento con il teatro dialettale: la compagnia “La Torretta” di Savona – dopo il successo riscosso al Festival Gilberto Govi di Camogli – porta in scena “Gildo Peragallo, ingegnere”, tre atti in genovese di Valentinetti nonché una delle commedie più celebri interpretati da Govi.

Il 22 ottobre è la volta di Matteo Cirillo con “Oggi sposo” per la regia di Duilio Paciello: un monologo brillante – vincitore di numerosi premi tra cui quello per miglior spettacolo e miglior attore alla V edizione del Premio Traiano – in cui attraverso situazioni comiche, drammatiche e ironiche lo sposo racconta il giorno in cui si è innamorato. Lui non riesce a dimenticare la sua amata e soffre, cercando conforto nei suoi amici: Tavernello, Xanax e Dottor Petrella. “Il suo monologo – spiega Damonte – è ironico e pian piano si arriva a capire che tipo di amore è veramente, con un epilogo particolare per uno spettacolo divertente e molto dolce”.

Il 29 ottobre è il giorno della festa del trentennale del Sipario Strappato: “Abbiamo pensato – dice Damonte – di riproporre il format delle Spigole, il laboratorio di cabaret che abbiamo ospitato qui per anni, in versione happening con tanti amici del teatro che si alterneranno sul palco e artisti che hanno contribuito a far crescere il Sipario Strappato”. La serata sarà condotta dall’autore televisivo Graziano Cutrona, insieme al comico Andrea Di Marco e al cantautore Emanuele Dabbono. Non mancherà il brindisi con il pubblico.

Il 5 novembre arriva al Sipario Strappato Emanuela Rolla con la sua nuova produzione, “I ricordi di Milena, la danza delle foglie”. Milena ha conosciuto la bellezza della danza a livello internazionale come prima ballerina. Ora una sentenza: Alzheimer precoce. Su una sedia, il corpo scomposto, stanco. Ma il corpo ha una memoria nonostante la frattura: un racconto che ha come fulcro la ricerca dell’identità. “Siamo felici di ospitare Emanuela Rolla – dice Sara Damonte – con uno spettacolo in cui tratta una tematica forte. Rolla si fa seguire dalla acting coach di Nicole Kidman ed è un’artista che, quando si prepara a un ruolo, vi si immerge totalmente, sarà emozionante vederla recitare anche stavolta”.

Il 12 novembre Mandala Dance Company porta in scena “Save the earth”, spettacolo di danza contemporanea diviso in due parti: in “Follow water” l’elemento chiave è l’acqua, essenziale per la sopravvivenza umana e da sempre simbolo di vita ma anche di conoscenza, saggezza, purificazione e guarigione. In “Homo humus” ci si concentra sull’attuale tema dei danni climatici causati dall’inquinamento ambientale a mano dell’uomo e dall’eccessivo sfruttamento delle risorse del nostro pianeta.

Il 19 novembre DinamiciTeatri e Rp Liguria, con il sostegno del centro di servizi al volontariato Celivo e con il patrocinio della Regione Liguria, presentano “Alone”, tratto da una storia vera, con Luigi Marangoni. Lo spettacolo è volto a sensibilizzare il pubblico, in particolare i giovani, sui temi riguardanti l’ipovisione e più in generale la reazione di una persona alla scoperta di avere una malattia degenerativa grave. “La cosa particolare di questo spettacolo – spiega Damonte – è che Marangoni farà utilizzare al pubblico speciali occhiali che faranno calare gli spettatori nei panni di un ipovedente, ci sarà dunque una loro partecipazione attiva”.

Domenica 20 novembre alle 17, invece, giornata dedicata ai bambini con “Il gigante egoista”, dal racconto di Oscar Wilde, portato in scena dai Cattivi Maestri di Savona. Il protagonista è un gigante che ama il suo giardino sopra ogni cosa e non sopporta che qualcuno lo possa rovinare. Ma vivere significa usare, scalfire e a volte sciupare. Il gigante si accorge che la solitudine è gelo, che i bambini sono calore e che se desideri che i tuoi fiori sboccino devi permettere che siano accarezzati e, a volte, calpestati.

Il 26 novembre torna il progetto “Spirali” che questa volta vede scendere in campo cinque teatri liguri per fare rete e condividere storie coinvolgendo giovani attrici in una serie di spettacoli a rotazione. I teatri coinvolti sono il Sipario Strappato di Arenzano, i Cattivi Maestri di Savona, il Garage e l’Ortica di Genova e il Teatro delle Udienze di Finale Ligure. Si inizia con “La principessa azzurra”, produzione di Teatro La Fuffa. E se la principessa delle favole, rinchiusa nella torre, non

volesse essere salvata? E se non volesse “l’amore” del principe? In questa storia la solita passività della principessa, che attende entusiasta di essere salvata, viene totalmente rovesciata; lei prende in mano la sua vita e rifiuta un futuro predeterminato.

Per questa stagione “Spirali” avrà anche un proprio abbonamento trasversale per cui sarà possibile vedere tre spettacoli in tre teatri diversi a 24 euro, una promozione per incentivare la frequentazione dei diversi teatri che propongono la rassegna.

Domenica 27 alle 17 un nuovo pomeriggio per bambini con “Il sogno di Frida” dei Cattivi Maestri. Prendendo spunto dal personaggio di Frida Kahlo, si racconta la storia della piccola Frida che sogna di ballare, di correre, di saltare e, da grande di diventare medico. Ma non potrà farlo: è piccola, troppo piccola quando la sua gamba destra si trasformerà in un giunco sottile a causa della poliomielite. E sarà giovane, troppo giovane quando un incidente renderà il suo corpo “una corazza di gesso e di ferro”. Le dicono che non camminerà più, e allora lei si ingegna, inventando nuove immagini, parole, suoni e colori.

Il 3 dicembre arriva la compagnia La Pozzanghera con “Nel bel mezzo di un gelido inverno”, tratto dallo spettacolo di Kenneth Branagh. Un gruppo di attori si ritrova ed è l’occasione per ricordare il loro primo incontro, avvenuto 14 anni prima ad opera di Joe Arper, attore, all’epoca, disoccupato, che per superare un momento di crisi artistica decise di mettere in scena l’Amleto di Shakespeare, alla vigilia di Natale. Insieme ricordano i burrascosi provini, la formazione della compagnia, l’inizio delle prove. “È uno spettacolo per amanti del teatro – dice Sara Damonte – e la storia dei protagonisti ricorda la nostra, anche noi come loro abbiamo iniziato la nostra attività in una cappella sconsacrata”.

Il 10 dicembre è il momento di Dario Fo, con il Teatro della Nebbia, un’altra compagnia amica del Sipario Strappato, che porta in scena “Non tutti i ladri vengono per nuocere”. Un facoltoso ed insospettabile assessore comunale approfitta dell’assenza della moglie per invitare a casa la sua amante, ma la “visita” di un ladro all’appartamento rovinerà i suoi piani, dando così inizio ad una serie di equivoci che genereranno colpi di scena in serie ed innumerevoli situazioni ad alto tasso di comicità.

Il 17 dicembre è la volta di “Charles Dickens’ a (one-man) Christmas Carol”, spettacolo in inglese con Jud Charlton. Attraverso la voce di Charles Dickens, assistiamo all’onirico viaggio nel passato, presente e futuro di Scrooge. Nella speranza che il Natale gli porti in dono una seconda opportunità, il ricco ma miserabile uomo d’affari, dovrà fare i conti con i suoi fantasmi. Ispirato alle pubbliche letture di Charles Dickens, questo monologo si propone di riscoprire l’originale interpretazione di “A Christmas Carol”, che lo stesso autore portò in scena nei teatri d’Europa e Stati Uniti.

Dopo la pausa di Natale, il 7 gennaio è la volta di un celebre comico, Paolo Migone, volto noto della tv, che porta in scena “Diario di un impermeabile”. “In realtà – spiega lui – questo è il diario non di uno, ma di due impermeabili, e per essere davvero precisi bisognerebbe dire che il diario non è esattamente degli impermeabili ma del nonno che ha scelto di abitarli per tanti anni fino a che ha deciso che era tempo che cambiassero inquilino. Il nuovo inquilino sono io. Come me, il nonno era un gran disordinato e a un certo punto ha deciso che gli impermeabili avrebbero dovuto custodire la sua memoria nei mille nascondigli che aveva fatto aggiungere a mia nonna tra tasche, taschine, cerniere, anfratti e sacchetti”.

Il 14 gennaio, per la rassegna “Spirali” arriva “Prima dell’Alba” dei Cattivi Maestri. Lo spettacolo parla di Alba de Cespedes, scrittrice, poetessa, giornalista, traduttrice, drammaturga, sceneggiatrice cinematografica. Femminista. Partigiana. autrice anche di testi per il cinema ed il teatro. Ha scritto non solo romanzi e poesie, ma si è occupata anche della stesura di copioni di programmi per la radio e la televisione. “Clorinda” è stato il suo pseudonimo radiofonico, e il suo nome di battaglia da partigiana. Come si svaluta il peso di una donna che decide di scrivere contro tutto e tutti? Riducendo le sue parole a mero romanzo rosa.

Il 21 gennaio è la volta di Alberto Patrucco, altro gradito ritorno al Sipario Strappato, con “Vedo buio!”. I più fedeli estimatori dell’attore ricorderanno questo titolo in libreria e come incipit dei suoi monologhi televisivi. Ma “Vedo buio!” è prima di tutto uno spettacolo dal vivo; una panoramica al vetriolo sui tempi che stiamo vivendo, intrisa di comicità vera, dunque non indulgente o auto-consolatoria. Liberato dagli orpelli del quotidiano, lo spettacolo assume in questo modo tutta un’altra angolazione: attinge dalla cronaca, certo, ma si alimenta anche di più ampi scenari storici.

Il 28 gennaio torna “Spirali” con “Nomi di carta – Storia di Irena Sandler” di Baba Jaga Arte e Spettacolo Aps. “Nomi di carta” è uno spettacolo poetico che vuole raccontare la storia di Irena Sendler – nota per avere salvato, insieme con una ventina di altri membri della Resistenza polacca, circa 2.500 bambini ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia – attraverso gli occhi dei suoi collaboratori e di chi l’ha conosciuta.

Il 4 febbraio è la volta di Daniele Ronco con una produzione di Mulino ad Arte, “Mi abbatto e sono felice”, monologo ecosostenibile. “Mi abbatto e sono felice” è un monologo a impatto ambientale “0”, autoironico, dissacrante, che vuole far riflettere su come si possa essere felici abbattendo l’impatto che ognuno di noi ha nei confronti del Pianeta. “Mi abbatto e sono felice” non utilizza energia elettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta, grazie allo sforzo fisico prodotto dalla bicicletta dell’attore in scena.

Il Sipario Strappato sarà poi impegnato in tournée nei weekend successivi, e la programmazione riprende il 25 febbraio con Cristiano Militello, comico, cabarettista, volto noto della tv e conduttore radiofonico.

Marzo sarà un mese interamente dedicato alle donne: il 4 arriva “Le belle di notte. Noi due e le altre”, spettacolo di Susanna Gozzetti e Cecilia Vecchio. Una compagnia di guitte cerca sempre un luogo in cui esibirsi: cedono molto nel loro spettacolo, lo ritengono “un salvagente per la gente”. Un viaggio nel passato che ricorda donne di ogni rango e di ogni parte del mappamondo: Marylin Monroe, Marlene Dietrich, Gemelle Kessler e Ave Ninchi, per citarne alcune. Una divertente carrellata di canzoni e sketch tratti da famose commedie musicali il tutto senza mai prendersi sul serio.

L’11 marzo torna una produzione del teatro Il Sipario Strappato, “Perché anche io sono una donna”. Si racconteranno, per farle conoscere, storie di donne a volte dimenticate e spesso sconosciute. Donne che nelle loro vite hanno dovuto affrontare pregiudizi, convinzioni sociali, discriminazioni, spesso combattendo battaglie personali intime, che le hanno rese personaggi cruciali nella storia dell’emancipazione femminile. Le donne di cui si racconta si sono distinte per coraggio, rivalsa, senso di giustizia. Quello che ancora oggi manca in molte parti del mondo, dove i diritti delle donne sono negati.

Il 18 marzo un altro appuntamento con il teatro dialettale, “O Nevo” (Il Nipote), commedia genovese in due tempi scritta da Patrizia Pasqui. Siamo nel bel soggiorno di Betta e Tonia, due sorelle attempate e nubili che vivono a Bogliasco. Da due mesi ospitano Lorenzo, un quarantenne che dice di essere figlio del loro fratello defunto in America da molto tempo. Betta, che ha accolto con entusiasmo quel nipote che non sapevano di avere, sta preparando in suo onore una festa di onomastico; Tonia, che invece crede che si tratti di un imbroglione, non vuole saperne né di lui né della festa.

Appuntamento all’insegna dell’impegno civile quello del 25 marzo con “Libere – Donne contro la mafia” del teatro Schizzi d’Arte. Il lavoro parte da una circostanziata ricerca su alcune donne, madri, mogli, sorelle, fidanzate, di morti ammazzati dalla mafia e dall’esigenza di dare loro una voce. Finalmente. “L’argomento – spiega Sara Damonte – spesso è stato trattato solo da un punto di vista maschile ma il prezzo più alto, in fatto di mafia, spesso lo hanno ne pagato le donne”. Ognuna delle protagoniste ha una formula antimafia, ognuna di loro la dichiara, ne fa partecipi gli altri, ognuna di loro porta la propria testimonianza, nelle scuole, nelle comunità, scrive libri, poesie, apre case e ne fa musei, fonda associazioni, diventa parlamentare. Ognuna di loro è un simbolo.

Il 1 aprile Roberto Ciufoli porta in scena “Tipi”. una carrellata di tipologie umane, un esilarante percorso che spazia dallo sportivo all’indeciso, dal timido al supereroe e al danzatore, mostrando come una particolare caratteristica psicologica condizioni un atteggiamento fisico, un modo di parlare e di scegliere le parole. Si ride di noi, di questa nostra umanità così fortemente spaesata e confusa con monologhi, poesie, sketch e balli che rendono lo spettacolo un vero “multi-one-man-show”.

Il 15 aprile arriva “Ancora un attimo” di Massimiliano Bruno. Cosa può scaturire dall’incontro tra una maestra elementare narcolettica, periodicamente preda di drammatiche amnesie ed uno scrittore di bizzarre fiabe, cleptomane e bugiardo impenitente? Nel mondo reale probabilmente nulla di duraturo ed edificante; nel delizioso lavoro drammaturgico di Massimiliano Bruno, il risultato sarà invece una storia d’amore tenera e stravagante. La commedia è stata portata in scena, circa 20 anni fa da Massimiliano Bruno e Paola Cortellesi e nel 2012 da Edoardo Leo e Ambra Angiolini.

Il 22 aprile Andrea Santonastaso porta in scena “Sinatra. My Way – A modo mio” di Giovanna Manfredini. Santonastaso racconta al pubblico tanti Frank: The Voice, il ragazzaccio sul palco di Vegas, il marito di Nancy, l’amante di Ava, l’attore da Oscar, il ballerino dagli occhi azzurri. Frank Sinatra sale sul palco per il suo ultimo dialogo: un uomo irrequieto, affamato, che ha vissuto la vita a modo suo. Un uomo capace di crearsi delle opportunità dal nulla nella musica, nel cinema, nell’amore.

Il 29 aprile arrivano altri amici storici del Sipario Strappato, legati al teatro arenzanese da un rapporto ventennale: la Banda degli Onesti con “Tutto Shakespeare in 90 minuti”. Dopo un interminabile successo a Londra, prima nei teatri off e in seguito per quasi un decennio da record al Teatro Criterion di Piccadilly Circus ed ancora in tour da più di vent’anni, arriva anche in Italia, lo spettacolo che ha divertito fino alle lacrime decine di migliaia di spettatori di tutto il mondo. Una sfida teatrale ai limiti dell’impossibile: condensare l’opera completa di Shakespeare – 37 opere – in 90 minuti con soli 3 attori.

Il 6 maggio il Teatro Don Bosco porta in scena “Articolo quinto”, commedia in tre atti di Ugo Palmerini. Una “classica” commedia del repertorio goviano in un inedito ed esilarante adattamento che, senza stravolgerne il testo, lo arricchisce di nuovi elementi comici. Tommaso e Camilla potrebbero essere una tranquilla coppia senza problemi: lei vedova di un caro amico di Tommaso, lui modesto impiegato in comune. Le complicazioni invece nascono dalla convivenza con le due sorelle della moglie, Cecilia quasi coetanea di Camilla ed anch’essa vedova e Ofelia, molto più giovane di loro, viziata e capricciosa.

Il 13 maggio è la volta di Gianpiero Perone, cabarettista, attore comico, autore, insegnante e cantautore, che porta in scena “La paura fa 50”, spettacolo sul passare del tempo. Prende spunto dal fatto che il protagonista deve affrontare questa famosa età di mezzo, questa data così fatidica, e ci porta a spasso per tutte le paure e le manie che rendono comica e divertente la nostra vita.

Si parte da un confronto tra passato e presente per finire poi a disquisire di forma fisica, palestre e sport estremi, “come l’unzione”, dice il nostro eroe.

Il 20 maggio arriva “I segreti di Arlecchino” di Enrico Bonavera: “Un vero cult per tutti gli appassionati di teatro – commenta Sara Damonte – raccontato da un artista che ha ereditato la maschera di Arlecchino da Ferruccio Soleri”. Nato quasi per caso, con la volontà di presentare la commedia in un modo non consueto, accostando scene tradizionali strutturate a una affabulazione a braccio, si è trasformato a poco a poco in un affresco di alcune figure storiche della commedia all’improvviso, attori che, ormai dimenticati, sono però stati le grandi ‘star’ della gloriosa epopea del teatro.

Il 27 maggio il Sipario Strappato presenta “L’Italia dei poeti”, coprodotto con il Teatro Sacco di Savona. Dopo il successo de “La Liguria dei poeti”, il viaggio dei due teatri si estende a tutta la Penisola: sul palco, quattro attori e tre musicisti tra poesie e canzoni celebri. “L’Italia dei poeti è un viaggio nelle molte facce dell’amore – dice il regista Lazzaro Calcagno – . L’amore per la propria terra, per i nostri genitori, per i figli, per l’umanità, per un amore. Un viaggio che ho affrontato con alcuni dei maggiori poeti italiani che hanno saputo descrivere al meglio sia in forma letteraria che musicale ogni faccia di questo inesauribile e infinito mistero. I poeti italiani, sono i compagni di questo viaggio che con le loro canzoni e con le loro liriche hanno segnato la colonna sonora di ogni nostro attimo”.

Infine, la stagione si conclude i primi due fine settimana di giugno con la quarta edizione del Festival Teatrale “Nena Taffarello”, rivolto alle compagnie dialettali liguri e dedicato all’attrice che aveva contribuito a fondare il Sipario Strappato insieme all’attuale presidente del teatro, Lazzaro Calcagno, con l’obiettivo di creare uno spazio in cui i giovani potessero trovare un riscatto.

Abbonati, conviene!

Gli abbonati a 10 e 20 spettacoli hanno la possibilità di scegliersi il proprio posto in sala per tutta la stagione

INGRESSO INTERO 12 €

INGRESSO RIDOTTO 10 €

INGRESSO SPETTACOLI PER BAMBINI 7 €

ABBONAMENTO 5 SPETTACOLI: 50 €

ABBONAMENTO 10 SPETTACOLI: 90 €

ABBONAMENTO 20 SPETTACOLI: 160 €

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“Al pubblico voglio dare solo indizi: dare troppo agli spettatori li porta a non contribuire allo spettacolo. Se dai loro solo dei suggerimenti li fai lavorare assieme a te: è questo a dare senso al teatro, quando cioè diventa un atto sociale.”

ORSON WELLES

La nostra stagione