Venerdì 27 maggio ore 21

una produzione Associazione Culturale Nemesi

Felici i Felici

di Yasmina Reza

scrittura scenica e regia

Iula Rossetti

 Yasmina Reza è bravissima a proporre i diciotto personaggi che compongono il suo libro attraverso una felicità solo apparente che in ogni racconto dura poche righe, giusto il tempo per mostrare a chi legge ciò che,  probabilmente, dovrebbe essere in un mondo ideale. Un capolavoro di sintesi nel raffigurare, in pochi paragrafi, l’intricata rete dei diciotto personaggi, i loro caratteri intrisi di paure e insoddisfazioni: ciascun capitolo di poche pagine è raccontato in prima persona da un personaggio – protagonista che ci narra un episodio della sua vita

Sono donne e uomini, tutti con un qualche legame tra loro, profondo o occasionale; coppie, genitori, figli, amici, amanti, conoscenti, medici, pazienti, che ci raccontano spaccati di vita quotidiana. Coppie sposate che non sanno dire se si amano o si odiano, figli problematici e genitori ammalati, donne che vogliono amare ma credono di non avere più il tempo, persone anziane con ricordi del passato che rimangono vivi anche dopo anni, donne sofferenti ridotte a ornamento nella vita già affollata dell’uomo che amano: tutti riversano e concentrano in poche pagine di eccezionale intensità il proprio dramma.

Lo spettacolo parte da ciò che accomuna i personaggi nei loro racconti, una solitudine di fondo, una sottile vena di disperazione che lega in qualche modo tutte le vicende. La difficoltà a comunicare è messa in scena dalle distanze relazionali che troviamo nelle diverse situazioni e ancor di più nel periodo storico in cui stiamo vivendo, ossessionato dalla distanza e dalla “difficoltà “ di relazione dettate dalla pandemia Covid 19. Proprio l’antesignana attualità che Yasmina Reza trasmette con il suo Felici i Felici ha stimolato la messa in scena.

Per lo spettacolo si sono scelti i seguenti racconti: Robert e Odile Toscano, Rémi Grobe, Vincent Zawada, Chantal Audouin, Raoul e Helene Barnèche.

I coniugi Robert e Odile Toscano litigano al supermercato, in fila per i formaggi; Rémi Grobe si innamora di Odile e prova lo sconquasso del sentimento; Vincent Zawada cerca di contenere il temperamento della madre, in attesa che sia ricevuta dall’oncologo; Chantal Audouin, che in genere provoca, rimorchia e all’alba taglia la corda, a causa di un uomo che le ha tagliato l’erba sotto i piedi è in cura per tentato suicidio; Raoul Barnèche, accanito giocatore di bridge, ha una crisi isterica da cui scaturisce l’analisi del suo matrimonio con Helene che a sua volta è una donna che non ama le immagini in grado di risvegliare un’emozione, le emozioni fanno paura.

Iula Rossetti con Felici i felici  scompone il racconto – monologo creando, sempre con le parole di Yasmina Reza, momenti di dialogo tra i personaggi, dove la presenza immaginaria dell’interlocutore diventa flash-back ed evidenzia, in primis, la difficoltà di comunicazione-relazione, nonché lo stato d’animo passato, presente e, forse, anche futuro del personaggio-protagonista del racconto.

Sette personaggi costruiscono lo spettacolo e consegnano allo spettatore confessioni a volte patetiche, a volte grottesche, a volte atrocemente comiche. Parlano dei disagi che vivono nella quotidianità delle loro giornate,  lo psicodramma della vita di coppia e di relazione, la ricerca della felicità, in un susseguirsi di fraintendimenti ed egoismi; tutti si mettono a nudo, uno dopo l’altro, ciascuno svelando i propri segreti. Sette personaggi ci rivelano situazioni dove l’incomunicabilità e la distanza nelle relazioni è tangibile. L’infelicità dei protagonisti non esplode mai in maniera clamorosa ma è il contenuto delle loro vite.

Ma cosa sostiene la messa in scena? E’ il linguaggio, lo stile essenziale, oggettivo. Una scrittura asciutta, lucida e spietata che non lascia spazio a digressioni, a giudizi, quella che Yasmina Reza affida alle parole dei personaggi, sempre con una vena di sottile humour che in alcuni casi diventa comicità esilarante. Come dice Yasmina Reza: «Sono i dettagli la materia più esplosiva della nostra vita»

Con Elisabetta Ciotto, Teresa Genchi, Giorgio De Luca di Pietralata. Christian Palo