Caricamento...
Home2022-09-22T09:40:46+02:00
OGGI IN SCENA
STAGIONE TEATRALE
PRODUZIONI
TEATRO SOCIALE

Il teatro è vita

Un tentativo di rieducazione al bello, per riconoscerlo e per difenderlo. Riappropriandoci della memoria facendone storia per viverla, senza paura di esporsi, nella realtà.

ACQUISTA IL TUO BIGLIETTO

Ultime News

Il Sipario Strappato scopri tutte le nostre ultime novità

…anche in streaming…

Sostieni il Teatro, le donazioni sono detraibili!

“Nasce un movimento culturale, una Quarta Parete che si fa patrimonio di tutti, attraverso un sipario strappato.”

Prossimi Spettacoli

Di seguito puoi trovare il calendario e tutte le informazione sui nostri prossimi spettacoli

acquista il tuo biglietto!

The Speech – Il Discorso
The Speech – Il Discorso è un’apnea comica di sessanta minuti. Un’esperienza liberatoria, in cui il pubblico partecipa attivamente al disagio di un politico in balia del cinico umorismo del suo traduttore.
Alessandro Bianchi porta in scena i mille modi in cui è possibile torturare psicologicamente un uomo. Sarete complici di un povero traduttore sottopagato e vi
vendicherete del cattivo burocrate che esegue gli ordini senza umanità. Anche se, alla fine, non saprete più da che parte stare… LESC DUBROV, presidente della Commissione lavoro ed etica dell’Unione Europea, durante il suo comizio perde inconsapevolmente il governo del suo pensiero e delle sue
parole. Il traduttore prende il controllo del discorso costringendo il politico a seguirlo in un crescendo surreale di situazioni comiche, umilianti e deliranti.
Durante un importante incontro sui diritti dei lavoratori, l’onorevole DUBROV che non ha fatto i conti con il cinismo del suo interprete sottopagato, sarà vittima della sua immateriale presenza, la vendetta si compie attraverso le pagine scritte nelle quali Achille si presenta al pubblico e vessa l’ignaro funzionario politico. In un completo ribaltamento di ruoli il traduttore si trasforma da vittima in carnefice.
Lesc Dubrov è “la banalità del male”, un grigio burocrate fantozziano che esegue gli ordini che arrivano dall’alto. Sulla scena affronta i problemi morali, politici e giuridici, legati alla sua carica e al suo ruolo di funzionario, con una gestualità e una mimica che rimandano a Chaplin, il re della slapstick comedy. DUBROV è costretto in un percorso crudelmente comico a cantare, ballare e sostenere nel modo più convincente possibile l’evento pubblico che ricorderà come il più imbarazzante della sua vita. Intuisce, ma non capisce, in totale cortocircuito cerca di restare a galla mentre la sua dignità viene messa a dura prova dal traduttore Achille, protagonista occulto che porta a compimento il suo progetto di vendetta grazie alla complicità del pubblico.
The Speech – Il Discorso è lo show internazionale più sbagliato di sempre. Scritto da Alessandro Bianchi e Paolo Serra che ne cura anche la regia, lo spettacolo,
porta in scena tutto il ritmo e l’abilità di trasformismo dell’attore e comico Alessandro Bianchi.

The Speech – Il discorso
Con Alessandro Bianchi
Scritto da Alessandro Bianchi e Paolo Serra
Regia Paolo Serra
durata: 60 minuti

La parola agli spettatori:
“Non l’ho visto”.
“Fantastico! Crozza è davvero geniale”.
“Me lo vedo in streaming”.

acquista il tuo biglietto!

Menefotto

di e con Rocco Barbaro

Lo spettacolo “menefotto” dell’artista Rocco Barbaro, brillante autore ed interprete, racconta in tono ironico la sua esperienza di emigrante calabrese alle prese con la stressante realtà milanese, proponendo un cabaret acuto con risvolti satirici, decisamente coinvolgente.

Il suo umorismo infatti ricorda quello di altri attori dell’area milanese che hanno fatto scuola come Dario Fo, Giorgio Gaber o Paolo Rossi, comici della parola più che del gesto o della mimica, ricavando il proprio successo dall’interpretazione, in diversi stili, di ciò che avviene nella società.

Rocco Barbaro in chiave ironica e con un retrogusto amaro rappresenta  il fenomeno dell’emigrazione dei meridionali verso il nord Italia. Uno spettacolo in parte autobiografico. Rocco arriva a Milano dove a causa della sua somiglianza con Michele Placido è costretto a fare ”l’attore famoso“, mettendo in luce i classici stereotipi a cui è inevitabilmente legata l’Italia settentrionale, con il filtro della sua ironia fredda e lucida. L’emigrato, nella sua ansia di integrazione, abbraccia ogni teorema, compreso quello per cui a Milano un giornale che esce al pomeriggio con le notizie del mattino si chiama “La Notte”.

Da qui si snodano una fitta serie di divertentissime parodie, dalla Milano miraggio e delusione, che apre all’Europa e chiude all’Alfa, al consumatore stressato dal 3×2 e dalla pubblicità, per giungere agli attori alle prese con il famoso metodo Stanislavskij. Proprio nelle appassionate dediche a Milano, miraggio e delusione a un tempo, Rocco Barbaro esprime al massimo le sue potenzialità comiche.

“Mio padre mi diceva sempre tu vai alle medie, poi da lì chiedi”. Il calabrese Barbaro proporrà la sua comicità fulminante, capace di spiazzare il pubblico senza toni urlati, sfruttando solo la sua genialità spontanea.

acquista il tuo biglietto!

“Gildo Peragallo ingegnere” – spettacolo in dialetto genovese

di Emerico Valentinetti

regia Lorenzo Morena

con Lorenzo Morena, Marco Ventura, Alessandra Crescini, Emanuele Perata, Graziella Mottola, Simonetta Bottinelli, Gianna Marrone, Davide Villani, Mauro Roffinella, Gloria Galli.

Si tratta di una delle commedie più note rappresentate da Gilberto Govi, piena di rocamboleschi equivoci e colpi di scena. Il protagonista si fa chiamare ingegnere senza esserlo e da alcuni è considerato un tipo eccentrico, originale, tutto genio e sregolatezza. Il coprotagonista, il Comandante Tagliavacche, è caratterialmente l’opposto: serio, onesto, razionale e pratico. Il fantasioso ingegno di Gildo, la sua propensione alla burla, all’invenzione e alla bugia dà vita a situazioni assurde e paradossali e a brusche e repentine “inversioni di rotta” (per dirla come il Comandante Tagliavacche), sino al finale a sorpresa di uno spettacolo piacevole, divertente e capace di tenere desta l’attenzione dello spettatore al pari di un vero e proprio “giallo”.

acquista il tuo biglietto!

“Oggi sposo”

di e con Matteo Cirillo

regia Duilio Pacello

Un ragazzo sull’altare si sta per sposare ci sono gli invitati, il bouquet, il frac, la musica, sembra tutto pronto ma c’è un piccolo dettaglio: manca la sposa. D’altronde non si può volere tutto dalla vita no? Oggi sposo è un monologo brillante in cui attraverso situazioni comiche, drammatiche e ironiche, lo sposo racconta quel giorno, anzi quei secondi in cui si è innamorato per tutta la vita: “ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma potrebbe non bastare una vita per dimenticarla”. Lui non riesce a scordarla e soffre, ma per fortuna accanto a lui ci sono i suoi migliori amici che lo hanno sempre aiutato: Tavernello, Xanax e Dottor Petrella.
Si dice che l’amore è eterno finché dura. Ma finché dura che cosa? L’amore o la vita? Lo sposo dichiara amore eterno alla sua amata non solo in questa vita, ma anche per tutte quelle che verranno.

Premi e riconoscimenti:
Spettacolo vincitore del festival Inventaria 2020. “Miglior spettacolo” e “Miglior attore” alla V edizione del Premio Traiano.

“Miglior spettacolo” al Festival Tac Theatre and Cinema di Roma.

“Miglior attore ” al Premio della Città di Leonforte.

Spettacolo finalista della rassegna “Salviamo i Talenti 2021” del Teatro Vittoria.

acquista il tuo biglietto!

“Le Spigole. Musica e Risate con le Lische”

di Graziano Cutrona

con Andrea Di Marco, Emanuele Dabbono e tanti ospiti per festeggiare insieme a noi 30 anni di Teatro Il Sipario Strappato

acquista il tuo biglietto!

“I ricordi di Milena, la danza delle foglie”

Un corpo una storia

Milena ha conosciuto la bellezza della danza a livello internazionale come prima ballerina

Ora una sentenza: Alzheimer precoce

Su una sedia, il corpo scomposto, stanco. Ma il corpo ha una memoria nonostante la frattura. Un racconto che ha come fulcro la ricerca dell’identità nonostante i ricordi si cancellino. La malattia apre la porta su ciò che c’era o non c’è mai stato prima di essa.

In questo stare, come una foglia trasportata dal vento, il corpo ricorda nonostante tutto. Un racconto che nasce da un flusso poetico

Un progetto di: Cristina Perico, Luca Maschi, Emanuela Rolla

Di e con Emanuela Rolla

Regia Emanuela Rolla

Assistente regia: Luca Maschi

Produzione: Performer- Espressione Applicata

acquista il tuo biglietto!

FOLLOW WATER [Produzione 2021] Concept, Coreografia e Regia: Paola Sorressa
Danzatori: Lucrezia Mele, Vanessa Yareli Perez Mejia, Alessia Stocchi, Sara Zanetti, Sebastian Zamaro
Disegno Luci e Video: Lucien Bruchon
Musiche: Komet, Kangding Ray

Sinossi:
L’acqua elemento essenziale per la sopravvivenza umana, è da sempre simbolo di Vita ma anche di conoscenza, saggezza, purificazione e guarigione.
Collegata all’aspetto femminile, è simbolo di mutevolezza e di adattabilità.
In psicologia rappresenta il dualismo dell’Uomo per i suoi numeroso aspetti, dai mari profondi dell’inconscio a all’esuberanza del Vita nascente…perché come diceva Petrarca attraverso l’acqua tutto fluisce in un divenire luminoso.
—————————————————————————————
HH_HOMO HUMUS [Produzione 2020] Concept, Coreografia e Regia: Paola Sorressa
Danzatori: Lucrezia Mele, Vanessa Yareli Perez Mejia, Alessia Stocchi, Sara Zanetti,
Sebastian Zamaro
Disegno Luci e Video: Lucien Bruchon
Musiche: Max Cooper, Lauge, Baba Gnom, Recondite, Kiasmos

Sinossi:
Produzione sull’attuale tema dei danni climatici causati dall’inquinamento ambientale a mano dell’uomo ed dall’eccessivo sfruttamento delle risorse del nostro pianeta.
Consapevole dell’immensa bellezza della Terra che ci ospita, HH vuole lanciare un messaggio di sensibilizzazione affinché proprio dall’uomo parta la volontà di cambiamento per una nuova rinascita.

Produzioni sostenute da:
Mandala Dance Company, RP Consulting, Culturalmente, Spazio Agorà, MIBACT_Progetto Speciale HUMUS#DanceInActions, MIC 2021.
Residenza: Spazio Performativo Agorà – Ladispoli (RM)
Residenza Artistico Culturale 2021/24:
Comune di CERVETERI [Città della Cultura Regione Lazio 2020/21, Finalista
Capitale della Cultura 2022];
Comune di LADISPOLI (RM) Centro D’Arte e Cultura e Cine/Teatro Frontera/
Massimo Freccia

acquista il tuo biglietto!

dinamiciteatri e RP Liguria

con il sostegno del Centro di Servizi al Volontariato Celivo

con il patrocinio della Regione Liguria

“ALONE”

Tratto da una storia vera

di Valeria Banchero, Davide Buda, Luigi Marangoni

Con Luigi Marangoni

Organizzazione e collaborazione artistica Davide Buda

Il progetto

Il progetto Teatro in vista, presentato da RP Liguria e vincitore del “Bando per il sostegno dei progetti sociali” del Celivo di Genova, è originale e innovativo: prevede infatti una coproduzione tra una Associazione teatrale, dinamiciteatri, e un’ Associazione di volontariato RP Liguria. Lo scopo è la realizzazione e la promozione dello spettacolo ALONE, volto a sensibilizzare il pubblico, in particolare i giovani, sui temi riguardanti l’ipovisione e più in generale la reazione di una persona alla scoperta di avere una malattia degenerativa grave.

RP Liguria sosterrà a livello promozionale lo spettacolo, in particolare rendendo par­tecipi nei territori di varie Regioni italiane le Associazioni del luogo, che condividono le sue stesse finalità. Per il coinvolgimento dei giovani, è stata attivata una collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova, che prevede la realizzazione di nuovi corsi e laboratori legati al progetto Teatro in vista, con crediti formativi ECM per gli studenti.

Lo spettacolo

Un attore racconta la storia di un uomo di 38 anni, che ha scoperto di essere affetto da Retinite Pigmentosa all’età di 17 anni. Racconta la sua prima reazione, il suo rapporto con questa patologia rara, che colpisce 1 persona su 4000. Racconta i suoi vent’anni da ‘ipovedente grave’, attraverso episodi di vita vissuta: talvolta dolorosi, ma alle volte anche divertenti.

All’inizio, l’impossibilità di intravvedere una qualunque via d’uscita. Poi un contatto sociale, l’uscita dalla solitudine, un cambio di prospettiva, la speranza di indipen­denza, di un lavoro, la scoperta di impreviste opportunità: e la vita cambia e cresce attorno a nuovi equilibri.

Il lavoro “fatto bene” supera l’ossessione dell’handicap e agevola una consapevolez­za più generale, capace di far riconoscere il valore di atti quotidiani e addirittura di trarne godimento.

Tratto da una storia vera, il copione si snoda con leggerezza tra problematiche pro­fonde e quanto mai attuali nell’odierno dibattito politico-culturale, armonizzandole in un unico appassionante racconto.

Note di regia

Un tappeto bianco forma un cerchio. Il campo visivo della coscienza. Mentre Luca racconta la sua storia si evolve la sua relazione spaziale con quel cerchio, dall’esserne dentro fino ad uscirne e mescolarsi con il pubblico, acquisendo un tono recitativo sempre più collo­quiale.

L’obiettivo principale dello spettacolo è creare conoscenza e arricchire il punto di vista degli spettatori. Attraverso l’esempio di questa storia, si sentirà ancora una volta nella propria pelle, quanto, per poter giudicare, sia fondamentale conoscere e quanta lotta quotidiana ci sia  per essere “VIVI”.

acquista il biglietto!

IL GIGANTE EGOISTA

dal racconto di Oscar Wilde

Regia di Antonio Tancredi. Con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta.

Scene e costumi di Valentina Albino. Assistente scenografa Francesca Smith. Sartoria a cura di Francesca Bombace. Musiche Claudia Pisani. Foto di scena di Massimo Ferrando.

Compagnia Cattivi Maestri.
Semifinalista al Roma Fringe Festival 2017 con menzione per il “Premio del pubblico”.

“Un tempo, un tempo lontano, abitava la terra il popolo dei giganti…”, ma siamo proprio sicuri che i giganti non esistano più? Il nostro è un gigante speciale, egoista, che ama il suo giardino sopra ogni cosa e non sopporta che qualcuno lo possa rovinare. Ma vivere significa usare, scalfire e a volte sciupare. Il nostro gigante si accorge che la solitudine è gelo, che i bambini sono calore e che se desideri che i tuoi fiori sboccino devi permettere che siano accarezzati e, a volte, calpestati.
Il nostro gigante capisce tutto questo grazie all’amore dei bambini, che desiderano essere ascoltati da lui, amano giocare insieme a lui, lo cercano, si affezionano e non lo lasciano mai in pace, come fanno tutti i bambini del mondo con i loro giganti.
Due attrici/narratrici, attraverso l’utilizzo di pupazzi e oggetti, ci raccontano una delle storie più emozionanti di Oscar Wilde con la leggerezza di due vagabondi che il tempo porta in giro. Le musiche originali sono state composte e suonate al piano da Claudia Pisani, la scenografia di Valentina Albino crea oggetti magici e trasformisti, la regia di Antonio Tancredi mette in luce la poesia che ha reso questa favola eterna.
Lo spettacolo affronta il tema molto attuale della difficoltà a relazionarsi con gli altri e porta a riflettere sulla necessità di aprirsi all’altro in un tempo in cui ci troviamo sempre più spesso di fronte a fenomeni di isolamento ed esclusione.

acquista il tuo biglietto!

LA PRINCIPESSA AZZURRA

Spettacolo consigliato al solo pubblico adulto

UNA CREAZIONE DI
Saskia Simonet et Filippo Capparella
CON
Filippo Capparella, Francesco Garuti, Saskia Simonet e Simon Thöni

E se la principessa delle favole, rinchiusa nella torre, non volesse essere salvata? E se non volesse «l’amore» del principe? E se volesse invece continuare a scoparsi il drago?

In questa storia la solita passività della principessa, che attende entusiasta di essere salvata, viene totalmente rovesciata; lei prende
in mano la sua vita, rifiuta un futuro che per quanto roseo, sarebbe già predeterminato, e sprofonda dentro se stessa in cerca della propria identità.
La principessa rifiuta la sua condizione ma lascia un conto col passato: i principi che rimangono in scena. Questi ultimi, lasciati soli, troveranno il modo di far andare avanti la storia canonica con la traccia che la nostra eroina si è lasciata alle spalle: Il vestito.
I principi si troveranno però di fronte a un problema: La principessa è una, loro sono tre. Il risvolto della storia metterà in luce il “salvataggio non consenziente” al quale si assiste ogni volta che il principe bacia la principessa per svegliarla. Poco prima che il “salvataggio” avvenga la protagonista entra in scena per evitare il bacio, caccia i principi e si trova a tu per tu con il vestito personificazione di tutto ciò che lei ha rifiutato andandosene. La favola rivela le proprie contraddizioni anche per quanto riguarda i principi; infatti questi ultimi si trovano, insieme alla principessa, alienati, in un loop che appartiene alla sola narrazione: ” La storia deve continuare, la principessa deve essere felice, e il principe valoroso “: sono proprio questi dogmi che metteranno in luce le storture della favola. Una favola che cerca di ritrarre questo nostro tempo, dove cerchiamo spasmodicamente la fantomatica “felicità” senza però fermarci un secondo a riflettere su cosa essa sia e su cosa significhi per noi. È qui che entrano in gioco tre grottesche, inquietanti e sgangherate fatine in tutù, rappresentanti l’educazione consona ad una donna per bene. Le instilleranno il dubbio sulla scelta di rifiutare i vantaggi dell’essere principessa e la lasceranno sola in un dialogo surreale con la propria vagina che come la fata con cenerentola le darà la vera formula magica della felicità.

acquista il tuo biglietto!

IL SOGNO DI FRIDA

testo e regia: Annapaola Bardeloni
con: Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta
musiche: Stefan Gandolfo
scene: Cattivi Maestri e Francesca Bombace
costumi: Francesca Bombace

“La disabilità non è una coraggiosa lotta o il coraggio di affrontare le avversità. La disabilità è un’arte. È un modo ingegnoso di vivere”.
Neil Marcus

PERCHÉ RACCONTARE FRIDA KAHLO AI BAMBINI CON UNO SPETTACOLO TEATRALE
Frida è ispida, è sofferente e insofferente, è tutto il contrario delle principesse, delle fatine, delle bambine “belle e buone”.
Allora perché? Perché scegliere di raccontare proprio lei? Perché nessuno come lei ha rappresentato e rappresenta il potere salvifico dell’arte; senza sconti, senza coperture, senza mezzucci. Con il coraggio della sfida e l’anima vivace della Rivoluzione.
Raccontare Frida è raccontare il suo modo “ingegnoso” di affrontare la disabilità.
Raccontare Frida è parlare ai bambini della sofferenza (e anche della morte) con la leggerezza dei colori e con le immagini dei sogni che aiutano ad affrontare la realtà.
CHI E’ LA NOSTRA FRIDA
La “nostra” è una Frida bambina e come tutte le bambine ha la testa piena di sogni.
Sogna di ballare, di correre, di saltare e, da grande di diventare medico.
Ma Frida non potrà ballare né correre né saltare e anche gli studi di medicina rimarranno solo un sogno. E’ piccola, troppo piccola quando la sua gamba destra si trasformerà in un giunco sottile a causa della poliomielite. E sarà giovane, troppo giovane quando un incidente renderà il suo corpo “una corazza di gesso e di ferro”, costringendola a stare per giorni, mesi, anni in quella CASA AZZURRA che si trasformerà nella sua prigione amata e detestata. Le dicono che non camminerà più? La prendono in giro perché è diversa? Le fanno credere di non avere scampo?
E’ allora che Frida si ingegna! Col pensiero abbatte i muri che la tengono chiusa; dove non arriva con le gambe arriva con l’immaginazione e crea! Immagini, parole, suoni e soprattutto colori! Inventa un’amica immaginaria, la sua bambola, che balla e ride e l’accompagna. Le tiene compagnia e le svela i segreti che sono chiusi nei sogni. Attraverso i sogni si apre una strada fatta di colori. E’ così che Frida impara che si può danzare anche solo con le mani: la sua danza sarà la pittura e si prepara al futuro che non sarà un futuro facile, ma pieno di bizzarro amore e colore, e sarà proprio la sua diversità a renderla unica, inimitabile e indimenticabile.
LA STORIA
Oggi troviamo Frida seduta sotto il suo albero preferito. E’ il giorno della festa dei morti in Messico, quando le anime dei tuoi cari tornano a farti visita. Ed eccoli che arrivano! Uno ad uno gli amori di Frida entrano in scena, riuniti in questa notte magica per festeggiare lei, la regina dei colori.
Grazie a loro scopriamo la storia del pappagallo Guaca Maya che liberò i colori dal grigio del vulcano ed entriamo così nell’atmosfera del Messico, il cuore colorato del mondo. Gli scheletrini danzano e Frida entra,.. Non sa di essere la festeggiata, di avere il potere dei colori, pensa di essere una bambina sfortunata cui la vita promette solo privazioni. Invece, scoprirà questa notte, ritrovando le sue
radici e aprendo le sue fronde, che la vita è riso, non solo pianto, perché i colori sono suoi amici. E quando Frida ride, tutto il mondo ride insieme a lei. E dopo aver viaggiato nel tempo, nel passato e nel futuro, dopo aver esplorato i colori e le storie del Messico, Frida
ricorda all’improvviso che sta per cominciare la grande festa, “el dia de los muertos”. Iniziano così, balli, canzoni, poesie dedicate alle anime di chi non c’è più.

acquista il tuo biglietto!

Nel bel mezzo di un gelido inverno
(Amleto fuori scena)
liberamente tratto da ‘Nel bel mezzo di un gelido inverno’ di K. Branagh.
Testo e regia di Lidia Giannuzzi
Con: gli attori della compagnia

Un gruppo di attori si ritrova per un triste avvenimento, che diventa incontro, avvenuto 14 anni prima ad opera di Joe Arper, attore, all’epoca, disoccupato, che per superare un momento di crisi artistica decise di mettere in scena l’Amleto di Shakespeare, alla vigilia di Natale.
Insieme ricordano i burrascosi provini, la formazione della compagnia, l’inizio delle prove, le quali portarono più guai del previsto, perché il capolavoro di Shakespeare era ed è più reale di quello che si pensi, ed i drammi personali dei vari attori furono messi a nudo dal testo che dovettero recitare.
Una commedia fatta apposta per chi ama il teatro, per chi sente il bisogno di uno sguardo comico sullo sconforto esistenziale, per chi vuole uno spettacolo positivo sui valori dell’amicizia, della solidarietà sul lavoro, della complicità disinteressata, per chi vuole
ripassare Amleto e anche per chi desidera dare una sbirciatina a quello che succede dietro le quinte di uno spettacolo.
Uno spettacolo ripreso appositamente, dopo tanti anni, per celebrare il trentennale della compagnia Il Sipario Strappato

acquista il tuo biglietto!

NON TUTTI I LADRI VENGONO PER NUOCERE”

DI DARIO FO

Un facoltoso ed insospettabile assessore comunale approfitta dell’assenza della moglie per invitare a casa la sua amante, ma la “visita” di un ladro all’appartamento rovinerà i suoi piani, dando così inizio ad una serie di equivoci che genereranno colpi di scena in serie ed innumerevoli situazioni ad alto tasso di comicità.

Con questo atto unico, Dario Fo colpisce con la sua satira quella categoria di persone per le quali la salvaguardia delle apparenze è fondamentale anche a costo della propria dignità: i protagonisti infatti, pur di evitare scandali, preferiscono fingere di non accorgersi dei tradimenti e dell’ipocrisia dei rispettivi coniugi.

Per meglio comprendere alcune battute, è bene ricordare che il testo è stato scritto nel 1958, anno in cui non era ancora stata promulgata la legge sul divorzio e l’adulterio era perseguito penalmente.

Sono dunque passati più di 50 anni dalla messa in scena dell’opera, eppure vi stupirete di quanto sia ancora attuale…

Interpreti:

Gigi Rossi, Fabio Fazi, Beatrice Leoni, Ivana Volta, Micaela Triga, Michele Lacerenza, Nicola Ruggiero

Regia di Fabio FazI

acquista il tuo biglietto!

CHARLES DICKENS’ A (ONE – MAN) CHRISTMAS CAROL

– SINOSSI BREVE –

Attraverso la voce di Charles Dickens, assistiamo all’onirico viaggio nel passato, presente e futuro di Scrooge. Nella speranza che il Natale gli porti in dono una seconda opportunità, il ricco ma miserabile uomo d’affari, dovrà fare i conti con i suoi fantasmi.

Ispirato alle pubbliche letture di Charles Dickens, questo monologo si propone di riscoprire l’originale interpretazione di Un Canto di Natale (A Christmas Carol), che lo stesso autore portò in scena nei teatri d’Europa e Stati Uniti.

Spettacolo in lingua inglese

Con Jud Charlton
Regia di Paolo Serra
Prodotto da Barry Ryan (Free@lastTV) e The Gastronomical Company