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Il teatro è vita

Un tentativo di rieducazione al bello, per riconoscerlo e per difenderlo. Riappropriandoci della memoria facendone storia per viverla, senza paura di esporsi, nella realtà.

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Il Sipario Strappato scopri tutte le nostre ultime novità

Coming soon Stagione Teatrale 2020/2021

“Nasce un movimento culturale, una Quarta Parete che si fa patrimonio di tutti, attraverso un sipario strappato.”

Prossimi Spettacoli

Di seguito puoi trovare il calendario e tutte le informazione sui nostri prossimi spettacoli

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Sabato 3 ottobre ore 21

Un Max Pisu multiforme affronta e smaschera la quotidianità alternando fantasia e reale vissuto in una chiave, come al solito,  surreale e divertente.

Tanti i temi toccati. Tra questi, il rapporto genitori-figli. E poi loro, i bambini, che crescono in quell’incrocio pericoloso tra scuola, amicizie “ad alto rischio” e problemi adolescenziali, conditi da tatuaggi, piercing, creste di gel e fidanzatini… a vita bassa. Le litigate di coppia, dove il “non ricordo” diventa l’unica arma di difesa, in grado di ribaltare la realtà dei fatti. Chiudendo con le riflessioni di un anziano che ci parla del passato in un’Italia proiettata nel futuro e ci rivela anche il motivo per cui i pensionati “piantonano” i cantieri. Ci si riconosce, i ragazzi come gli adulti.

Non mancherà l’inseparabile Tarcisio che tra le innumerevoli peripezie quotidiane, ci racconta nuove avventure in compagnia dei travolgenti personaggi della parrocchia… vi lasciamo immaginare! Insomma, ora e sempre…

Minchia che ridere!

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Andrea Carlini

in

Cervello in fuga

Un viaggio esilarante tra matrimonio, figli, lavoro, televisione, ricchezza e povertà in un susseguirsi di personaggi e monologhi. I vizi, le debolezze e le paure di un uomo a metà tra i trenta e i quaranta chiamato ad affrontare le sfide dei giorni nostri: troppo vecchio per essere giovane e troppo giovane per essere già un nostalgico. Andrea Carlini, comico della scuola genovese, nato e cresciuto artisticamente tra Zelig e Colorado, si mette a nudo sul palcoscenico, restando rigorosamente vestito. Per fortuna.

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regia di Andrea Benfante

con Andrea Benfante & Anna Giarrocco

scene di Bartolomeo Benfante

costumi di Anna Alunno

Elaborazioni sonore e arrangiamenti A. Benfante

È il 1960. Betty Boop e Koko il Clown, un tempo stelle del cinema d’animazione durante gli anni ’30,si trovano rinchiusi all’interno dello studio del loro creatore Max Fleischer da oltre unventennio sopra ad una scrivania, con tanto di calamaio d’inchiostro, gomma da cancellare ebarattolo di pennelli il tutto a loro misura. I due sono stati letteralmente “scaricati” dagliStudios cinematografici della Paramount dopo il crescente declino dei loro cartoni animati,impoveriti a causa della censura sopravvenuta tramite il Codice Hays nel 1934. Koko il Clown cerca di annegare i propri fallimenti nella droga, un problema che lo ha giàallontanato da tempo dagli schermi cinematografici, non abbandonando comunque l’ideariappropriarsi del successo a qualunque costo.

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LA GALLINA
Storie d’azzardo e altre storie

Si può ridere della propria dipendenza? Si può ridicolizzare un problema fino a farlo diventare quasi innocuo?
Daniele Raco, comico, ad un certo punto incappa nel gioco d’azzardo che presto diventa patologico. Anni di oblio e poi la rinascita e quindi il desiderio di parlarne ma a modo suo, da comico.
Come un novello Ulisse che dopo un viaggio allucinante torna nella sua Itaca, Daniele racconta il viaggio e il ritorno dal baratro dell’azzardopatia. Si ride sempre e nonostante tutto.

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Nando Timoteo in

“Nando Timoteo Show”

Fernando Zimotti in arte Nando Timoteo nasce a Cagnago Varano (Foggia)
il 16 Febbraio 1972.
Nei primi anni’90, inizia la sua gavetta sui piccoli palchi dei villaggi turistici, come animatore e capo villaggio. Il pubblico gradisce subito i suoi primi personaggi e la sua disinvoltura nel coinvolgimento dello stesso.
La sua veste di cabarettista nasce e si consolida alla “Corte dei Miracoli” di Milano per tutta la stagione del 1996 e nel contempo studia alla Scuola di Teatro Acting Center diretta da Richard Gordon, insegnante all’Actor Studio.

Si esibisce con successo in vari locali del Sud Italia e viene chiamato per l’ideazione e la conduzione di un programma radiofonico “Effetti collaterali, leggere le istruzioni prima dell’uso” trasmessa da Radio Jung in Carini (PA).

Nando Timoteo
si presenta come un attore comico puro il suo è un humour sottile ed intelligente privo di volgarità.
Un artista poliedrico che cattura l’attenzione del pubblico e la sostiene ad un livello alto di qualità e divertimento.

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liberamente tratto da “Il diario di Eva”di Mark Twain

con Mariella Speranza e Valeria Puppo

adattamento e regia Gianni Masella

Spettacolo di teatro e danza

Lo spettacolo, tratto da “Il diario di Eva” di Mark Twain, da voce a Eva e racconta il periodo immediatamente successivo alla sua nascita. La seguiamo nei giardini dell’Eden, quando scopre l’incanto dello spettacolo della natura che la affascina e la cattura in modo totale. A lei è affidata la conoscenza, il compito di dare i nomi alle meraviglie del mondo, l’invenzione del fuoco, la scoperta dell’amore. L’incontro-scontro con Adamo, il loro scrutarsi e conoscersi da lontano, inseguirsi, spiarsi, procedere separati o a tratti insieme, ripete il cammino che l’uomo e la donna, da secoli, percorrono insieme. Adamo è rude, taciturno, insensibile alle attenzioni della giovane, disinteressato allo spettacolo della natura, del cielo stellato e della Luna. Eva, al contrario, è attratta da tutto ciò che non conosce e tutto in lei desta una curiosità inesauribile. Sarà l’incontro col serpente, un essere che la spaventa e la affascina allo stesso tempo, che porterà Eva a compiere il primo passo verso una diversa consapevolezza. Sulla scena si muovono due interpreti, un’attrice e una danzatrice, che esprimono la complessità e la ricchezza del mondo interiore di Eva, attraverso un percorso scenico dove parola e gesto si fondono per svelare gradualmente la sua anima ricca e appassionata.

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The Legend Zeppelin, tribut band professionale, presenta uno spettacolo con video mapping prodotti a Cinecittà

Da oggi, dopo una lunga ricerca il gruppo, presenta una voce maschile molto simile all’originale.
Lo show che ha da quest’anno, visibilità nei vari Teatri italiani e ripropone i più grandi classici dei Led Zeppelin con video a tema per ogni brano

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Dopo “Lasagna Meccanica” e  “La Versione di Lasagna”, già presentati al Sipario Strappato Muvita, Stefano Lasagna porta sulle scene il suo nuovo spettacolo stand-up “L.A. Sagna Confidential”, che come al solito spazia tra i vizi, le manie, le assurdità e le non-troppo-lucide follie che permeano le nostre vite e le nostre azioni.

Dall’amore (quasi mai corrisposto, senza una contropartita alimentare) forse un po’ tossico per i cani alle ultime frontiere della chirurgia estetica, dagli elettrodomestici “mai più senza” al bricolage come tentativo di sopravvivenza, da una classica giornata tipo ai mille modi per indebitarsi fino al collo, passando per supermercati, improbabili luna park, cibi vegani, unghie laccate.

Con un occhio un po’ nostalgico al passato “del quale sempre più fa parte” e uno un po’ critico al futuro prossimo venturo, Stefano riesce sempre a dipingere normali situazioni quotidiane, trovando però in ognuna di esse un motivo per ridacchiare, ridere, sorridere e talvolta disperarsi leggermente.

L’augurio finale, che sarebbe il miglior attestato di stima per l’autore e protagonista di “L.A. Sagna Confidential”, è quello di riuscire a non farvi mai più vedere le cose di tutti i giorni con gli stessi occhi.

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I SOLITI MOSTRI

con Enzo Paci e Romina Uguzzoni
di Enzo Paci, Matteo Monforte.

Musiche di Pippo Lamberti. Scene di G. Rigalza

Il nuovo spettacolo di Enzo Paci. Passadore e nuovi personaggi, maschere impietose e proprio per questo esilaranti, una carrellata sui nostri vizi, debolezze e paure. Perché “i soliti mostri”, in fondo, siamo un po’ tutti noi!

produzione Teatro della Cooperativa

SONO BRAVO CON LA LINGUA

Una storia di fonemi, idiomi, linguistica e computer

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di e con Antonello Taurino, scritto con Carlo Turati

suono e luci Ornella Banfi, Ivan Garrisi

Michelangelo chiese al suo Mosè, tant’era perfetto: “Perché non parli?”. Ma non bastava un movimento del piede? Doveva pure parlare? Lo sapete che i Kuuk Thaayorre non hanno parole per distinguere destra e sinistra? Che i Piraha non ne hanno per i numeri? Che i finlandesi nella loro lingua non marcano il genere ma hanno un termine per la distanza che una renna può percorrere senza fermarsi? Che non è vero che gli eschimesi hanno infiniti sinonimi per “neve”, ma che la propensione al risparmio dei cinesi dipende forse un po’ anche dalla loro lingua, dato che il tempo verbale del futuro non è grammaticalmente distinto dal presente? E poi: dove ci porteranno gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, della Linguistica Computazionale e della sempre maggiore diffusione di chat bot e assistenti vocali? E cosa sappiamo delle ultime scoperte della neurolinguistica? Al momento, gli studiosi concordano nel dire che le più innovative tecnologie dei più esperti programmatori, ingegneri e linguisti, riunite insieme, ancora per molto non riusciranno a eguagliare la potenza del miracolo che accade nel cervello di un bimbo quando impara la lingua madre, ben prima di andare a scuola. Niente è più umano del linguaggio: nasciamo con una disposizione naturale a parlare, così come il volo per gli uccelli: “In-fante”, “In-fans”, è colui che non parla. Perché la lingua è ciò che usiamo per comunicare, scrivere, raccontare il mondo; ma è anche una finestra sui nostri meccanismi cerebrali e le curiosità più divertenti degli idiomi del mondo, un monologo nello stile di altri spettacoli di Antonello Taurino: argomenti serissimi trattati in modo comicissimo. Qui è l’esilarante confessione di un docente di lingue antiche alle prese con la svolta lavorativa più destabilizzante della sua carriera: la possibilità di trasferirsi in un’azienda high-tech della Silicon Valley.

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Carlo Aonzo con il suo Trio presenta “Mandolitaly”

Il mandolino come non l’avete mai sentito!

Dopo “A Mandolin Journey”, viaggio attraverso i continenti, il celebre mandolinista savonesetorna a viaggiare, questa volta lungo la tradizione italiana alla riscoperta della colonna sonoradel nostro paese. Filo conduttore il mandolino che, nella chiave moderna ed eclettica di Aonzo,con il suo personalissimo stile, rende la rilettura di questo repertorio attuale e sorprendente.Attraversando l’intera penisola, Mandolitaly interpreta le pagine musicali simbolo della tradizionedel Bel Paese nel mondo e colonna sonora di intere generazioni di italiani. Gli arrangiamenti delTrio creano nuove suggestioni, esaltando l’espressività dello strumento italiano per eccellenza,con inedite armonie in bilico tra passato e presente. Da Calace a Modugno, passando attraverso le regioni italiane e la loro migliore tradizione canzonettistica, il mandolino di Aonzo spariglia le carte e getta una luce nuova sulla nostra memoria musicale: dalle internazionali Arrivederci Roma e Roma nun fa la stupida stasera ai grandi padri storici del mandolino come Carlo Munier, con un tuffo nel repertorio classico, il tutto come sempre rivisitato negli arrangiamenti, che prediligono la contaminazione tra diversi stili, caratteristica del Trio.Musicista colto e fuori dagli schemi, Carlo Aonzo ha riversato su questo strumento l’arte baroccadella meraviglia: quell’abilità di mettere lo spettatore di fronte alla magia di cui è capace l’arte uscendo dall’usuale e dal consueto per affondare semplicemente nel vasto e poliedrico mondo della creatività, che non ha e non vuole avere limiti. E così l’arrangiamento di Nel blu dipinto di blu (Volare), che abbiamo ascoltato nella nostra vita in tutte le versioni possibili e immaginabili, si lascia contaminare dal blues, dalla reggae music e dai ritmi sud-americani. E John Coltrane viene, viceversa, immaginato a tarantellare fra le vie di Napoli.

Forte del successo, in Italia, Europa e Stati Uniti, di “A Mandolin Journey” che ha voluto indagare l’evoluzione che lo strumento simbolo dell’Italia ha avuto nel mondo, il Carlo Aonzo Trio ha trasferito sul repertorio prettamente italiano gli arrangiamenti di brani classici e popolari, il gusto e la contaminazione che sono state del precedente progetto: swing, jazz, ritmi complessi, con forti influenze statunitensi e sudamericane, unendo in un mix ricco di atmosfere e sonorità musica colta e tradizione, valori artistico-musicali estremamente importanti del nostro Paese.

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“La Liguria dei poeti tra cielo e mare”

per la regia di e di Lazzaro Calcagno

Un viaggio teatrale che si immerge nella poesia dei poeti liguri del ‘900 (Montale, Caproni, Sbarbaro, Barile), accompagnato dalle canzoni, eseguite dal vivo, dei più importanti cantautori della scuola genovese (Fossati, Tenco, Lauzi, Paoli, Manfredi, De André, Otto), che rapiscono l’ascoltatore in un flusso armonico di poesia e canzoni.Uno spettacolo che evidenzia il carattere apparentemente aspro della gente di Liguria, ma dalcuore grande, in questa terra di infinita bellezza, chiusa tra mari e monti, luogo di profondaispirazione per molti artisti. Il percorso poetico, per la regia di e diLazzaro Calcagno, è evocato dagli attori AntonioCarlucci, Sara Damonte, Antonella Margapoti e Manuela Salviati, che faranno vivere leatmosfere narrate nei testi delle poesie, e dai musicisti Matteo Troilo (chitarra e voce), Federica Calcagno (Violino) ed Enrico Bovone (percussioni), che interpreteranno parole e musica accompagnandosi dal vivo con i loro strumenti.