È il 1960.
Betty Boop e Koko il Clown, un tempo stelle del cinema d’animazione durante gli anni ’30,
si trovano rinchiusi all’interno dello studio del loro creatore Max Fleischer da oltre un
ventennio sopra ad una scrivania, con tanto di calamaio d’inchiostro, gomma da cancellare e
barattolo di pennelli il tutto a loro misura. I due sono stati letteralmente “scaricati” dagli
Studios cinematografici della Paramount dopo il crescente declino dei loro cartoni animati,
impoveriti a causa della censura sopravvenuta tramite il Codice Hays nel 1934.
Koko il Clown cerca di annegare i propri fallimenti nella droga, un problema che lo ha già
allontanato da tempo dagli schermi cinematografici, non abbandonando comunque l’idea
riappropriarsi del successo a qualunque costo.