Descrizione

Con Nicoletta Tanghèri, Anna Giarrocco, Andrea Benfante
Drammaturgia: Anna Giarrocco
Elementi scenografici e costumi: Bartolomeo Benfante
Sound Design: Andrea Benfante
Fotografie di scena: Angelo Lavizzari
Regia: Andrea Benfante

Presentazione/Sinossi:
Berlino: cuore della Germania nazista. Tra la fine del 1942 e per quasi tutto il 1944, due giovani donne vivono un amore doppiamente proibito mentre divampa la Seconda Guerra Mondiale, la quale
irrompe nella loro vita con tutta la sua tragicità.Lilly Wust è una casalinga tedesca ariana, madre di quattro figli, con un marito al fronte e persino decorata dal Reich. Un pomeriggio, conosce Felice Schragenheim, una ragazza piena di vita, dichiaratamente omosessuale e con una spiccata vena poetica, in un caffè del centro. Fra le due nasce subito un’attrazione che divampa presto in una passione travolgente. Felice fa parte di un gruppo di giovani ebrei clandestini che cercano di sopravvivere. Passando di casa in casa, cambiando continuamente identità con documenti rubati e falsificati, trascorre assieme al gruppo le giornate ai caffè mischiandosi a quella cerchia di berlinesi che si sforzano di vivere in un’allucinata finzione di normalità tra le bombe e le lugubri promesse del nazismo. E tra quella cerchia c’è anche Lilly che, per amore divorzierà dal marito e accoglierà Felice in casa consacrandosi a lei con una sorta di vero e proprio matrimonio. Passano così mesi gioiosi in un’illusoria speranza mentre la Gestapo intensifica le deportazioni e il regime mette in atto la soluzione finale contro gli ebrei. Questo fino ad un fatidico pomeriggio di fine estate del 1944.
Dopo una lunga pedalata sotto il sole le due amiche arrivano a casa e trovano la Gestapo pronta a portare via Felice per sempre. Lilly cercherà ancora di vedere la sua amata prima della deportazione senza ritorno. Ci riuscirà per alcuni brevi attimi. Poi qualche lettera. Infine il silenzio del “più nulla”. Quel silenzio che ha condannato milioni di vite umane vittime di una delle
pagine più nere che la storia abbia scritto. .